Terza dose, obbligo per medici, infermieri e Rsa: pronto il decreto

Terza dose, obbligo per medici, infermieri e Rsa: pronto il decreto

Insomma, è il “richiamo” del vaccino ad almeno sei mesi dalla seconda dose, l’arma con cui il governo intende limitare in vista del Natale i danni della pandemia


ITALIA – Con i contagi in costante aumento e l’Europa presa alla gola dalla quarta ondata della pandemia, il governo prova a ridurre il rischi. Il primo passo, giovedì prossimo, sarà compiuto con una stretta anti-Covid negli ospedali e nelle residenze per anziani (Rsa). Il ministro della Salute, Roberto Speranza, d’intesa con il premier Mario Draghi, è orientato a varare un provvedimento per rendere obbligatoria la terza dose sia per il personale medico, sia per gli ospiti e gli operatori delle Rsa. “Un modo”, spiegano al ministero della Salute, “per scongiurare che l’impennata dei contagi colpisca chi fronteggia in prima linea il virus, come i medici e gli infermieri. E chi è più vulnerabile: gli anziani”.

Insomma, è il “richiamo” del vaccino ad almeno sei mesi dalla seconda dose, l’arma con cui il governo intende limitare in vista del Natale i danni della pandemia. Ciò che accade nel resto d’Europa e soprattutto nei Paesi con un minor tasso di vaccinazioni, con centinaia di vittime e nuove restrizione e nuovi lockdown come in Austria, Olanda, Germania, Romania, Bulgaria, etc. a giudizio di Speranza non accadrà in Italia. L’inverno che abbiamo davanti non dovrebbe portare a coprifuoco, chiusure, divieti di spostamento tra Regioni, limiti alle persone da ospitare in casa per cene e feste di Natale, come accadde un anno fa. “Questo perché”, spiega il responsabile della Salute, “nel dicembre scorso non c’erano i vaccini, mentre adesso ci sono e siamo riusciti nell’impresa di immunizzare l’87% della popolazione”.