Tragedia Mottarone, rimossa la cabina precipitata: l’operazione di recupero

Tragedia Mottarone, rimossa la cabina precipitata: l’operazione di recupero

I resti della cabina, che è stata ricoperta con un telo, e altro materiale saranno trasportati a valle da un elicottero


TORINO – E’ stata rimossa la cabina della funivia Stresa-Mottarone precipitata domenica 23 maggio, quando sono morte 14 persone e c’è stato un solo superstite delle persone a bordo, il piccolo Eitan di 5 anni. L’intervento è stato preceduto da settimane di lavoro in quota dalle squadre dei Vigili del fuoco. I resti della cabina, che è stata ricoperta con un telo, e altro materiale saranno trasportati a valle da un elicottero Erickson S64, al campo sportivo di Gignese e poi, con un camion, fino al Tecnoparco di Fondotoce-Verbania, dove saranno riposti in un capannone.

Il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, ha assistito alle operazioni di recupero e di rimozione della cabina della funivia del Mottarone precipitata lo scorso 23 maggio. La parte superiore, carrello e testa fusa, è già stata prelevata dall’Erikson S64 dei vigili del fuoco; per quella inferiore, più leggera e meno importante ai fini delle indagini, si attende l’arrivo di un velivolo più piccolo.

“Nessuno di noi può dimenticare quella giornata. Tornare sul posto e vedere portare via ciò che resta della cabina è stato un momento simbolicamente molto doloro e difficile, perché ha riportato tutti noi indietro a quel 23 maggio”. Lo afferma in una video intervista all’ANSA il procuratore di Verbania Olimpia Bossi, ringraziando i vigili del fuoco per la rimozione della cabina del Mottarone. “Tutto si è svolto in modo molto semplice – sottolinea – anche se era una operazione molto molto complicata”.

Analisi carrello e testa fusa – “Oggi stesso i periti con i consulenti di tutte le parti, compresi i nostri, si recheranno nel luogo di custodia della cabina per iniziare ad analizzare carrello e testa fusa”. Lo afferma in una video intervista all’ANSA il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, al termine della rimozione della cabina del Mottarone precipitata lo scorso 23 maggio. “L’udienza resta fissata, vedremo che cosa riescono a fare i periti queste settimane – aggiunge -. Se ci sarà un rinvio, sarà il giudice a stabilirlo”. “Non sono in grado in questo momento di fare un programma – dice a proposito del proseguimento delle indagini -. Sono previste operazioni sul posto; se poi ci saranno accertamenti tecnici di laboratorio, vedremo il da farsi. Quello che posso dire è che sono state adottate tutte le cautele necessarie e idonee a preservare lo stato del relitto – conclude – A 5 mesi dall’incidente siamo già in una fase avanzata dell’incidente probatorio, in relazione alla difficoltà dell’indagine e dei luoghi sono tempi davvero rapidi”.

La diretta delle operazioni di rimozione, che avverranno con l’elicottero Erickson S64, sarà disponibile dalle ore 9 sul sito www.vigilfuoco.tv al seguente link: https://www.vigilfuoco.tv/diretta-riservata

La ‘gru volante’ a sei pale sta trasportando il carico, circa una tonnellata e mezza, al campo sportivo di Gignese, dove sarà poi trasferito con un camion nel capannone della Provincia al Tecnoparco di Verbania-Fondotoce.

Ricorso legali Nerini e Perocchio contro riesame – Un ricorso in Cassazione è stato depositato dai difensori di Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, gestore e direttore di esercizio della funivia del Mottarone, indagati nell’ambito del procedimento giudiziario sulla sciagura che lo scorso maggio è costata la vita a 14 persone. I legali, avvocati Pasquale Pantano e Andrea Da Prato, hanno impugnato la decisione con cui nei giorni scorsi il Tribunale del riesame di Torino ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari. In attesa della pronuncia della Suprema Corte, Nerini e Perocchio resteranno comunque indagati a piede libero.