Covid, vaccinati i primi 5 bambini tra i 5 e gli 11 anni allo Spallanzani

Covid, vaccinati i primi 5 bambini tra i 5 e gli 11 anni allo Spallanzani

” Vaccinarli rende possibile garantire la frequenza scolastica, la didattica in presenza e le attività ludico-ricreative molto importanti per un adeguato sviluppo psichico”, ha dichiarato Franco Locatelli


ROMA – Vaccinati contro il Covid i primi 5 bambini allo Spallanzani di Roma. “Sono bambini tra i 6 e 9 anni e sono i primi vaccinati in Italia – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato – la somministrazione è avvenuta alle 15. Sono molto soddisfatto.I nostri operatori si sono trasformati in clown per far vivere questo momento come una festa”. Sono circa mille i bambini che verranno vaccinati oggi nel Lazio contro il Covid. Lo spiega l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. “Saranno un migliaio i bambini vaccinati oggi – spiega D’Amato – erano previsti 900 reclutati dai pediatri, ma tanti stanno arrivando di spontanea volontà. Il primo vaccinato è un bimbo di 5 anni qui allo Spallanzani e sta bene”. Un’atmosfera serena, quasi di festa, e ordinata. Perché le vaccinazioni avvengono su appuntamento quindi non sono attese lunghe file. È quella che si respira al centro vaccinale pediatrico Nuovo Regina Margherita a Roma, dove oggi alle 15, come in altri centri del Lazio, prende il via il V-day sulla vaccinazione pediatrica. Trenta i bambini attesi, 15 fragili e 15 che non lo sono. Molto tranquillo e allegro appare il primo bimbo, Manfredi, che si sottoporrà alla vaccinazione accompagnato dalla mamma. Ha cinque anni compiuti da poco, a settembre. Ad accogliere i piccoli l’animazione (Adriano Mastrolenzo, animatore che lavora alla Ludoteca dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù ha anche una chitarra), e poi ad attendere i bambini ci sono dei gadget: un attestato di coraggio, il braccialetto di avvenuta vaccinazione e una piccola busta con i colori. Al centro vaccinale campeggia anche un cartello:”Centro vaccinazione pediatrica Anti-Covid, e adesso sì che possiamo giocare liberamente”. Secondo Franco Locatelli oltre ai rischi di Covid grave “vi sono evidenze che mostrano come una percentuale di circa il 7% dei bambini può sviluppare sintomi prolungati del Long CovidQuesti numeri esprimono perché dobbiamo salutare con gioia il fatto che le famiglie italiane possono usufruire dell’opportunità di vaccinare i bambini”. Vaccinarli, inoltre, “rende possibile garantire la frequenza scolastica, la didattica in presenza e le attività ludico-ricreative molto importanti per un adeguato sviluppo psichico”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, durante la conferenza stampa sulla campagna vaccinale in età pediatrica.

La vaccinazione anti Covid tra 5 e 11 anni, sottolinea, “offre uno strumento importante per proteggere i bambini dal rischio di malattia grave. Stime dell’Ecdc valutano come ogni 10.000 casi sintomatici pediatrici ci sono 65 ospedalizzazioni, 6 ricoveri in intensiva e un decesso. In più in età pediatrica il Covid si può manifestare con sindrome infiammatoria multisistemica, che ha si verifica a un’età media di 9 anni, il 45% dei casi sono diagnosticati tra 5 e 11 e il 70% può richiedere terapia intensiva”.

“Accogliamo con entusiasmo l’opportunità di vaccinare i bambini per fattori sanitari, psicologici e sociali”. Va innanzitutto sottolineato che tra i 5 e 11 anni “abbiamo visto un aumento significativo dell’incidenza, arrivata nelle ultime settimane a 250 casi su 100.000 persone, con un aumento significativo rispetto a altre fascia di età, inclusa la over 12 in cui la maggior parte dei ragazzi è stata vaccinata”. Così Annamaria Staiano, presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), durante la conferenza stampa sulla campagna vaccinale anti Covid-19 in età pediatrica presso il ministero della Salute. “Tra i 5 e 11 anni ci sono stati circa 250.000 bambini infettati da Sars-Cov2 in Italia, con 1.450 ricoveri in ospedale, 36 in intensiva e 10 decessi”. Inoltre, “con la pandemia – ha detto poi Annamaria Staiano – abbiamo visto un aumento più che significativo di disturbi psichiatrici, da ansia e depressione fino a casi di autolesionisimo o atteggiamento ossessivo compulsivo, fino all’aumento di suicidio o tentato suicidio. Quindi un enorme disagio sociale che va prevenuto, insieme a fattori strettamente medici”.

Oggi partono le somministrazioni per i vaccini dei più piccoli, tra i 5 e gli 11 anni, una platea potenziale di 3,6 milioni di bambini. L’avvio ufficiale è il 16, anche se il Lazio ha anticipato il V-day, partendo dai bimbi più fragili. E corre anche la somministrazione delle terze dosi – a questa mattina 12.078.543 – è stato raggiunto oltre il 59% di coloro che hanno ultimato il ciclo vaccinale dal almeno 5 mesi.  “I vaccini pediatrici sono arrivati negli hub appositamente allestiti per la campagna di vaccinazione pediatrica e tutto sta procedendo secondo il cronoprogramma”. Così l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. “Abbiamo deciso di partire subito senza perdere tempo ed oggi il reclutamento è stato curato dai pediatri considerando i bambini più fragili. Le somministrazioni partiranno nel pomeriggio dall’Istituto Spallanzani e dagli altri hub su tutto il territorio” aggiunge.