Focus Napoli – Leicester City. ElmAs di Coppe carta vincente di Spalletti. Azzurri secondi e ai playoffs di Europa League

Focus Napoli – Leicester City. ElmAs di Coppe carta vincente di Spalletti. Azzurri secondi e ai playoffs di Europa League

Sesta ed ultima giornata di Europa League che si chiude con la fondamentale vittoria del Napoli, che batte 3-2 il Leicester in una gara vibrante fino all’ultimo secondo, sotto una pioggia torrenziale. Per i partenopei, a segno Elmas (doppietta) e Ounas; Evans e Dewsbury Hall per gli inglesi. Napoli ai playoffs di Europa League. Infortunio per Lozano.


Gli azzurri festaggiano Elmas.Dioppietta per il macedone contro il Leicester

NAPOLI – Al “Maradona” ultimo atto della fase a gironi di Europa League e sotto una pioggia torrenziale il Napoli conquista vittoria e qualificazione ai playoffs di Europa League, ai danni del Leicester City, battuto 3-2, retrocesso, a sua volta, ai playoffs di Conference League. Gli azzurri si portano sul doppio vantaggio con il diagonale di Ounas (4′) e il tap-in di Elmas (24′), entrambi assistiti (più o meno volontariamente) da Petagna, a cui risponde prima Evans (27′) poi Dewsbury Hall (33′) su azione da calcio piazzato. Nel secondo tempo, ancora Elmas (53′) fissa il risultato finale su iniziativa di Di Lorenzo. In virtù di questa vittoria, lo Spartak Mosca vince il Gruppo C, mentre i partenopei finiscono al secondo posto. Da registrare il rientro di Manolas e l’ennesimo infortunio di stagione: Lozano esce in barella prima dell’intervallo.

COSA E’ PIACIUTO
La versione “europea” di Elmas si fa apprezzare per il contributo di reti che il macedone sta portando in dote: quattro gol in sei partite, in questa fase a gironi. Un bottino da attaccante, più che da centrocampista tuttofare, intelligente nel trovare la posizione ideale per colpire due volte, giocando vicinissimo a Petagna, che gli procura spazi importanti, portandogli via almeno un uomo. Facile il tap-in sul cortese invito del numero 37 azzurro, da opportunista d’area, sull’assist di Di Lorenzo per la personale doppietta. Migliore in campo e definitivamente riconosciuto come “uomo di coppa” .

Brutto a vedersi, sgraziato nei movimenti e lento come un paracarro, ma stasera Petagna è riuscito a rendersi utile entrando nelle prime due segnature napoletane: il gol di Ounas nasce da un tiro dell’ariete triestino che, rimpallato, diventa un pallone giocabile per l’ex Crotone che fredda Schmeichel. In occasione del raddoppio, offre al numero sette il comodo tap-in, proponendosi come riferimento su verticalizzazione di Zielinski, non proprio una giocata del suo repertorio. Si fa vedere anche in altre circostanze, decisamente più presente e nel vivo del match. Esteticamente non è la sua miglior prova, ma che non fosse Van Basten lo si scopriva stasera, ma sulla concretezza, stasera niente da dire, se non che ci vorrebbe anche qualche gol.

Partita di altri tempi, quella del Maradona, sotto un nubifragio che quasi rendeva impossibile la visibilità. Nonostante il clima, le tante assenza, uno stato di forma non al top, la squadra di Spalletti ha la meglio contro una squadra, il Leicester, scesa a Napoli per fare risultato pieno e qualificarsi prima nel girone. Bravi gli azzurri a non deprimersi dopo l’ennesima rimonta subita, la terza dopo Sassuolo e Atalanta. Dietro concede tantissimo, ma in avanti ha il merito di concretizzare quasi tutta la produzione di palle-gol create, aspetto fondamentale e fattore decisivo ai fini del raggiungimento della vittoria e della qualificazione. Napoli da battaglia, all’inglese.

Di Lorenzo è un ottimo difensore, duttile, dinamico, calciatore che ci mette l’anima in ogni partita e in ogni ruolo nel quale l’allenatore decide di proporlo. Stasera centrale di destra e finale da centrocampista a dare un contributo di gamba e polmoni nel momento di maggiore spinta del Leicester; in mezzo, l’assist per il gol-partita di Elmas e l’obbrobrio che quasi regalava il 3-3 a Maddison. La differenza sta nel gol del primo e nel palo del secondo: per questo chiudiamo un occhio e tre quarti su un disimpegno francamente assurdo e sensa senso logico. Fortuna che va bene a lui ed al Napoli. Dalla sua, l’attenuante di essere titolare, senza soste, da ormai due anni.

Buono anche Ounas, che dopo quattro minuti sblocca la contesa con il suo destro affilato e letale che porta il Napoli subito in vantaggio. Un inedito il ruolo di seconda punta, ad affiancare Petagna più che girargli intorno, infilandosi negli spazi che il centravanti gli lascia (lavoro nel quale si produce invece Elmas, con ottimi riscontri). Per forza centrifuga si fa risucchiare verso la corsia di destra, ostruendo in certi casi la tratta destinata alle scorribande di Lozano.
Fin quando lui ha fiato e il terreno resta praticabile è un elemento pericoloso, per uscire pian piano di scena, ma non per colpa sua: ormai il “Maradona” era diventato un campo di battaglia, dove ci volevano muscoli e non più corsa.

COSA  NON E’ PIACIUTO
Due gol incassati nel primo tempo e nello stesso, identico, modo: calcio piazzato dalla tre quarti, pallone respinto (male) dalla difesa e il Leicester ne approfitta per consegnare, con Evans prima, Dewsbury Hall poco dopo, l’uno-due che li rimette in gioco. Errori derivati dalla sfortuna, come nel caso di Elmas, che corregge involontariamante la traiettoria, proprio sul sinistro di Evans, ma dall’ingenuità e dalla mancanza di rapidità nell’andare a chiudere sul numero sette inglese, bravo a trovare il sinistro che vale il 2-2. Troppo lento il Napoli ad accorciare sul calciatore in seconda battuta, troppo lenti di riflessi sui palloni vaganti in area di rigore. Gravi errori che, soprattutto contro squadre inglesi, si pagano cari.

Il primo tempo vede spesso e (mal)volentieri il Leicester nel cuore dell’area di rigore partenopea e oltre ai due gol segnati, la squadra di Rodgers ha almeno altre tre nitide palle gol non sfruttate. Il 3-4-1-2 di Spalletti prevede l’azione propulsiva di Lozano, sul versante destro dell’attacco, ma nello stesso frangente, il messicano (poi uscito in barella) lascia esposta alle scorrerie inglesi la sua zona di competenza, ove Barnes e Maddison possono liberamente fare il bello ed il cattivo tempo. Da qual lato sarebbe ideale una copertura preventiva di uno dei mediani, cioè Demme, unico del mestiere, che però arriva quasi mai, per colpe non sue.

Si fa male anche Lozano, che in uno scontro di gioco lascia qualche dente sul campo e abbandona il terreno di gioco prima dell’intervallo; ennesimo episodio sfortunato di una serie di infortuni che tende a diventare drammatica. Auguri di pronta guarigione per Lozano che, fino a quel momento, non aveva giocato una gran partita. Servito poco e male, in una posizione di campo, come esterno destro puro, poco avvezza alle sue cartatteristiche, che lo porta a giocare lontanissimo e defilato dalla porta. Nè carne, nè pesce,poiché neppure in fase difensiva riesce a fornire un apporto consistente alla causa, anzi, crea i presupposti del 2-1 con il fallo che genera la punizione.

Qualificazione ottenuta come seconda del girone; tradotto, significa giocarsi gli ottavi di finale di Europa League contro le terze dei gironi di Champions, tra le quali gli spauracchi Barcelona, Borussia Dortmund e Siviglia, un bel parterre, niente da dire. Purtroppo il primo posto, svanito all’ultimo secondo della gara di Varsavia, con il Legia che spreca un penalty nei minuti recupero, che sarebbe valso il pareggio contro lo Spartak Mosca e il primo posto degli azzurri nel Gruppo C, non dipendeva dal risultato del “Maradona” (come si è visto), ma l’occasione è sfumata nel corso del girone, cedendo proprio ai russi la posta piena, tra andata e ritorno. A Febbraio, toccherà rimboccarsi le maniche, sperando in una squadra che abbia recuperato tutti i suoi effettivi.

La difesa a tre arranca, lasciando al Leicester tante occasioni per poter colpire. Troppo dietro, troppo esitante, troppo lenta a salire la linea imbastita da Spalletti Di Lorenzo-Rrahmani-Juan Jesus, mai raccolta insieme alla linea mediana, che presentava il solo Demme com scudiero a protezione. Facile per i centrocampisti di Rodgers giocare alle spalle dell’italo-tedesco, creando superiorità numerica della quale, per fortuna, il Leicester non ha mai approfittato. Piuttosto, i due gol provengono da dormite della difesa su azione di palla ferma, tralasciando la topica di Di Lorenzo, che si prodiga in uno dei suoi migliori assist in carriera, ma a beneficio di Maddison e la sonnecchiata di Manolas, che in pieno recupero, perde di vista Vardy che sbaglia a pochi passi da Meret. Una difesa che in Europa League ha subito davvero tantissimi gol, dieci gol in sei partite, soprattutto a causa di gravi amnesie e disattenzioni difensive.

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