Focus Sassuolo – Napoli. Gli azzurri gettano via un doppio vantaggio e il Sassuolo ringrazia. Ma la vera piaga sono gli infortuni

Focus Sassuolo – Napoli. Gli azzurri gettano via un doppio vantaggio e il Sassuolo ringrazia. Ma la vera piaga sono gli infortuni

Partita incandescente nel freddo di Reggio Emilia. Al “Mapei Stadium” il Napoli si fa rimontare due gol da un caparbio Sassuolo. Tutto nella ripresa: ai gol di Fabian e Mertens rispondono Scamacca e Ferrari. Il VAR annulla il gol-partita a Defrel. Spalletti espulso nel finale. Infortuni per Insigne, Fabian e Koulibaly.


Mertens si gira e porta il Napoli sul 2-0

REGGIO EMILIA – Serata carica di emozioni, quella del “Mapei”, dove s’incrociano due delle squadre più in palla del torneo. Gli emiliani, reduci dal blitz del Meazza, contro il Milan, quasi bissano il colpo grosso, con una rimonta fermata solo in extremis, dal VAR che annulla il gol-vittoria di Defrel. A Reggio Emilia finisce 2-2, risultato che si sviluppa interamente nel secondo tempo: doppio vantaggio napoletano, prima con il solito sinistro di Fabian (51′) accompagnato dal raddoppio di Mertens (60′), poi il perentorio ritorno del Sassuolo, con le firme di Scamacca (71′), con un gran destro sotto la traversa e, nel finale, di Ferrari (92′) con un bello stacco di testa. Azzurri che restano leader in classifica, ma le milanesi accorciano la classifica. Sabato i partenopei ricevono l’Atalanta, dovendo fare i conti con gli infortuni di Insigne, Fabian e Koulibaly.

COSA E’ PIACIUTO
Oltre un’ora di buon Napoli, tendente all’ottimo nella ripresa, quando gli azzurri trovano prima il vantaggio con Fabian e il fulmineo raddoppio di Mertens. In questo frangente, il Napoli tiene agevolmente in mano la partita, giocando in modo classico, tenendo palla, uno, massimo due tocchi facendo girare a vuoto i neroverdi. Strategia vincente, che ha pagato e che ha accompagnato i partenopei fino a quando gli infortuni e le sostituzioni (anche quelle del Sassuolo) hanno spostato l’ago della bilancia. Il gol di Scamacca apre un’altra partita, ma fino a quel momento il Napoli dava l’impressione di condurre agevolmente il match, forte del vantaggio maturato. Oltre al calo atletico della squadra, va dato, comunque, atto al Sassuolo di aver creduto ad un’improbabile rimonta anche sotto di due gol.

Zielinski conferma il suo stato di forma strepitoso, almeno fin quando la partita l’ha fatta il Napoli, giocando tra le linee, spostandosi sul lato destro dell’attacco, approfittando degli spazi che sovente si aprivano su quel settore. Non a caso il polacco confeziona i due assist, prima per il sinistro di Fabian, poi per il destro di Mertens, infiltrandosi proprio da qual lato. Purtroppo, non è un tipo di calciatore che emerge nella “battaglia” e nell’assalto finale del Sassuolo è il primo ad alzare bandiera bianca, dopo una partita dispendiosa: non è nelle sue corde queesta tipologia di partita ma fin quando è “presente” per il Sassuolo son dolori. Non segna,ma fa segnare, quindi ugualmente decisivo.

Mertens ancora “fattore” della gara del “Mapei”, entrando in ambedue le segnature: prima fa sparire il pallone dai piedi di Ferrari, innescando Zielinski per il gol di Fabian, poi s’incarica lui stesso di scaraventare alle spalle di Consigli il destro che vale il momentaneo 2-0. A bocce ferme, la sua sotituzione potrebbe apparire prematura, perchè da quel momento (e con il concomitante cambio Elmas-Ruiz) la partita cambia ed il vento soffia a favore del Sassuolo. Avrebbe meritato almeno una decina di minuti in più, perchè in questo momento è un calciatore in fiducia, ma probabilmente non ha ancora una partita intera nelle gambe. Però, ogni partita che passa restituisce sempre una consapevolezza sempre maggiore di aver ritrovato il calciatore ammirato qualche anno fa. Con Osimhen fuori, ancora più fondamentale averlo ritrovato.

Alatro sinistro perfido di Fabian, buono per portare il Napoli in vantaggio, ma più per il gol è la presenza in mezzo al campo dello spagnolo a fare la differenza; ancor di più la sua assenza, perchè dall’infortunio del numero otto, il Napoli perde completamente le redini del centrocampo e, con esso, quello della partita. Fino all’uscita dello spagnolo, lui e Lobotka governaveno a piacimento il ritmo del gioco partenopeo, accelerando e ammorbidendo all’occorrenza. Presenza fissa sia nella sua metà campo che in quella avversaria, Fabian quest’anno è sempre più un centrocampista box-to-box, come piace dire agli inglesi, bravo nell’interdizione, lucido mentalmente, preciso nei passaggi, sia nel breve che a lunga gittata, letale in prossimità dell’area avversaria. Speriamo l’infortunio non sia grave, vista la sua imprescindibilità, vuoi nel momento attuale, vuoi in senso assoluto.

COSA NON E’ PIACIUTO


Gli infortuni, una costante degi ultimi periodi. A referto si aggiungono Insigne, uscito nell’intervallo, Fabian e Koulibaly. Decisivi gli ultimi due, poichè con l’uscita dello spagnolo il Napoli perde il predominio del centrocampo, con quella del senegalese la sicurezza in area di rigore. Il risultato è che gli azzurri (i rossi, stasera) perdono immediatamente trenta metri di baricentro, vengono spinti all’indietro e schiacciati dal Sassuolo in grande ripresa dopo il gol di Scamacca. Il gol di Ferrari con Koulibaly sarebbe stato evitato? Non avremo mai una controprova, ma con il senegalese a dominare l’area di rigore, la percentuale di riuscita dello stacco vincente di Ferrari sarebbe stata notevolmente più bassa. Peccato per i due punti (anche tre, se il VAR non avesse annullato il gol di Defrel), ma sicuramente le sostituzioni hanno giocato un ruolo determinante ai fini del risultato finale.

Al netto degli infortuni, le sostituzioni attuate da Spalletti lasciano l’amaro in bocca. Mertens forse poteva avere almeno un altro quarto d’ora nelle gambe: il belga stava bene e quando si è in fiducia la fatica si sente meno. Petagna non la prende quasi mai, tranne in una ripartenza che lo vede protagonista; il problema è il voler giocare più di mezz’ora a lanci lunghi sul centravanti triestino, sperando che quest’ultimo possa tenere alta la squadra: concetto che avrebbe una sua logica a dieci minuti dalla fine, non a trenta. Elmas non offre quasi nulla, Politano e Demme si segnalano solo su taccuino dell’arbitro Pezzuto. Per l’italo-tedesco la macchia del (presunto) fallo che genera la punizione del 2-2. Insomma, i cambi hanno fatto meglio al Sassuolo che al Napoli, ma stasera ve n’erano almeno tre da fare forzatamente; discutibili gli altri, quelli “ragionati”. Ma anche Spalletti è umano.

La squadra si spegne dopo il gol del raddoppio. Merito anche del Sassuolo che ci crede, nonostante il doppio svantaggio e non smette di giocare, alzando addirittura il baricentro e costringendo i partenopei a giocare di rimessa, complici sostituzioni obbligate e scelte tecniche forse opinabili. Resta il fatto che la squadra non varca la linea di metà campo se non in poche occasioni, lasciando che il flusso di gioco sia nelle mani (anzi nei piedi) del Sassuolo che ci mette la foga e la cattiveria per arrivare al pareggio, anche se in circostanze poco chiare, tipo il fallo che genera il pareggio di Ferrari. Resta il rammarico di due punti pesanti lasciati per strada, ma la colpa (almeno in parte) ce l’ha annche il Napoli, forse troppo presuntuoso nel credere di averla vinta dopo il 2-0. Una lezione che servirà nel futuro, che anche Spalletti (espulso nel finale) ricorderà ai suoi.

Non si può non volere bene a Koulibaly. Anima della squadra, fuoriclasse nel suo ruolo e nel suo modo di interpretarlo. Fa rabbia però vedere il modo stupido nel quale s’infortuna: in una delle sue scorribande palla al piede, probabilmente sente tirare un muscolo e si ferma. La domanda è semplice: che senso aveva una sortita del genere, con la squadra raccolta nella propria metà campo, senza nessun riferimento in avanti e lasciando scoperta la zona in caso di palla persa? Niente, ma più volte Kalidou si fa trasportare dalla foga, consapevole del suo strapotere fisico, ma talvolta anche i suoi muscoli non rispondono alle aspettative. Speriamo in un rapido rientro, ma (quasi) sicuramente il centrale azzurro salterà Atalanta e Leicester. Insomma, non ci voleva.

Due punti lasciati per strada ed una classifica che si accorcia ulteriormente, con il Milan che si rifà sotto e l’Inter in rapida risalita. Sabato arriva l’Atalanta e poi il match decisivo contro il Leicester per scoprire il destino europeo che attende al Napoli. Oltre al fitto calendario, preoccupano le notizie dall’infermeria. Oltre ai lungo-degenti Zambo Anguissa e Osimhen, si spera che per Insigne, Fabian e Koulibaly si possa parlare di infortuni di scarsa entità, anche se si tratta di interessamenti muscolari, c’è sempre da andare cauti. Speriamo.

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