Manovra finanziaria, sciopero generale il 16 dicembre: le motivazioni del sindacato UIL

Manovra finanziaria, sciopero generale il 16 dicembre: le motivazioni del sindacato UIL

“I nostri politici, anziché criticare la scelta dello sciopero, diano avvio a un confronto serio con il Sindacato”, dichiara Maria Palladino, consigliere nazionale UIL


Unanime  la critica di gran parte dei politici italiani allo sciopero generale del 16 Dicembre indetto dalla UIL e dalla CGIL. Eppure è proprio in questo momento particolare del nostro Paese che  è necessario fare tutto ciò che  è democraticamente possibile per accendere i riflettori sul disagio sociale e dare voce a chi vive sulla propria pelle le difficoltà economico-finanziarie accentuate dalla pandemia, richiamando l’attenzione sui limiti delle misure di una manovra finanziaria in atto che non risponde in maniera adeguata alle esigenze di risoluzione dei problemi sociali, occupazionali, previdenziali del Paese.

Questa manovra penalizza la scuola, la sanità, non consente una maggiore flessibilità in uscita soprattutto per i lavoratori precoci e per chi svolge lavori gravosi, non interviene adeguatamente sul cuneo fiscale per aumentare il potere d’acquisto, non favorisce una reale distribuzione delle ricchezze. In Italia ci sono 5 milioni di nuovi poveri e 2 milioni di persone in difficoltà che  non possono essere ignorati.

I nostri politici, anziché criticare la scelta dello sciopero, diano avvio a un confronto serio con il Sindacato, non a cose fatte, e inizino a sottoporre a giudizio se stessi visto che aumenta il numero delle persone che non si sentono più rappresentate dall’attuale classe politica.

I nostri politici tengano conto della nostra piattaforma di proposte sindacali nate da un’attenta e dettagliata analisi delle problematiche che hanno alimentato disagi, malesseri, povertà, palesando tra l’altro, i limiti di un sistema e politico ed economico fondato su logiche neo-liberiste.

Lo scorso 10 Dicembre il Comparto Scuola ha già manifestato il proprio dissenso a questa manovra con lo sciopero indetto dai Sindacati della scuola, tranne Cisl Scuola, reputando vergognoso che su 3 miliardi di manovra finanziaria, solo lo 0,6%  è destinato al personale docente e rivendicando la necessità diampliamento degli organici docente e ATA, di stabilizzazione del precariato, di abolizione dei vincoli sulla mobilità, di riduzione del numero di alunni per classi, di snellimento del lavoro burocratico,dando maggiore rilievo al lavoro in classe con gli studenti e soprattutto, ribadendo la necessità che venga dato ampio respiro  ad una concezione della scuola quale colonna principale della società attuale e futura, nel pieno rispetto della dignità dei docenti,dei lavoratori della scuola come pilastri di una comunità educante che si proietta verso il futuro perché è  nella scuola che non solo si preparano gli studenti all’ingresso nel mondo del lavoro, sarebbe riduttivo finalizzare l’azione didattica solo a ciò, ma è nella scuola che si forma il cittadino e la cittadina del futuro ed è quindi nella scuola che si gettano le basi per la società del domani.

Maria Palladino

Consigliere Nazionale UIL

Dirigente Sindacale Uil Scuola