Patrick Zaki sarà scarcerato ma non assolto, Draghi: “Attenzione massima verso il caso”

Patrick Zaki sarà scarcerato ma non assolto, Draghi: “Attenzione massima verso il caso”

Secondo fonti informate le procedure per il rilascio sono in corso e si concluderanno presto, ma non stasera


ITALIA / EGITTO – Lo studente egiziano Patrick Zaki sarà scarcerato “anche se non è stato assolto” dalle accuse: lo hanno riferito alcuni avvocati al termine dell’udienza a Mansura ad un capannello di cronisti tra cui il corrispondente dell’ANSA.”Le procedure per il rilascio di Patrick Zaki sono in corso e si concluderanno presto, ma non stasera”: lo hanno riferito all’ANSA fonti informate, sottolineando che le formalità richiedono “un po’ di tempo”.

Urla di gioia da parte della famiglia e degli attivisti hanno accolto l’annuncio della scarcerazione di Zaki, che non era in aula al momento dell’annuncio.

All’esterno dell’aula del tribunale c’erano in attesa il padre, la madre, la sorella, gli amici e alcuni attivisti.  Subito dopo l’annuncio della scarcerazione del figlio, il padre di Patrick Zaki ha abbracciato anche i due diplomatici italiani presenti a Mansura e li ha ringraziati per l’impegno profuso dall’Italia al fine di ottenere questo risultato. “Vi siamo molto grati per tutto quello che avete fatto”, ha detto George Zaki secondo quanto riferito da una persona che era vicina ai due durante i concitati minuti seguiti all’annuncio

Con una nota di Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime soddisfazione per la scarcerazione di Patrick Zaki, la cui vicenda è stata e sarà seguita con la massima attenzione da parte del Governo italiano. A Zaki, secondo quanto si apprende, non è stato imposto l’obbligo di firma in vista della prossima udienza, fissata il primo febbraio. Ma Eipr, la ong per la quale lavora Zaki precisa “Non sappiamo quando Patrick sarà scarcerato”.

Fonti giornalistiche egiziane in contatto con un legale informato sulle procedure di rilascio hanno sostenuto che il rilascio dovrebbe avvenire solo nei “prossimi giorni”, dopo controlli della Sicurezza dello Stato, e che fino ad allora lo studente rimarrà a Mansura. Ma non c’è per il momento alcuna conferma. Una volta liberato Patrick dovrebbe portarsi a Madinaty, un sobborgo orientale del Cairo a circa 45 km dal centro, dove risiede.  La prossima udienza si terrà il primo febbraio. “Abbiamo appreso che la decisione è la rimessa in libertà ma non abbiamo altri dettagli al momento”, ha spiegato la legale Hoda Nasrallah all’ANSA.