Covid Italia, Ricciardi: «A gennaio 100 mila contagi al giorno. Presto il lockdown per i No vax»

Covid Italia, Ricciardi: «A gennaio 100 mila contagi al giorno. Presto il lockdown per i No vax»

“Le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax”


NAZIONALE – I contagi Covid in Italia continuano a crescere in Italia, soprattutto a causa dei contatti in aumento nel periodo delle festività natalizie. Il professor Walter Ricciardi, addirittura, pronostica 100 mila contagi al giorno a gennaio per la variante Omicron. Nel corso di un’intervista al Messaggero oggi ha parlato anche del tanto richiesto da molti lockdown per i No vax. «L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100mila contagi al giorno. Non credo tornerà il lockdown totale però: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro», dice Ricciardi.

Ricciardi: “Chiusura scuole non è la soluzione”

L’accademico si è anche espresso sull’ipotesi chiusura della scuole a gennaio. «Il governo non vuole farlo. Si punterà a un salto di qualità nella gestione delle classi. Oltre a testare e tracciare gli studenti in caso di contatto, per cui ora è in campo il commissario Figliuolo, va migliorata la gestione dell’ambiente. Assieme a mascherine e distanze serve un monitoraggio costante dell’aria con indicatori dell’anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d’aria. Se apri le finestre nel momento sbagliato non serve a nulla, se lo fai sempre fai ammalare i ragazzi». Anche l’Oms nei giorni scorsi ha detto che per battere il Coronavirus è necessaria la ventilazione.

Ricciardi fa anche sapere di aver avuto personalmente a che fare con un No vax: «La mia domestica. L’ho convinta un po’ con il dialogo e un po’ con la persuasione del Green pass. Lei ora è felice e farà la terza dose con serenità. È la prova che in molti possono essere convinti, è un impegno da portare avanti». Infine, un pronostico sulla fine della pandemia: «Dipende cosa intendiamo: se intendiamo eradicarlo no. Finora ci siamo riusciti solo una volta, con il vaiolo. E in parte con la poliomelite, che persiste solo in Nigeria e Afghanistan. Con gli altri virus bisogna convivere. Ciò però non vuol dire abituarsi a 100 morti al giorno o 50mila casi, ma a normalizzare precauzione e vaccini».