Chiusura scuole, De Luca: “Una Regione non è obbligata ad aspettare la zona rossa per prendere delle misure preventive”

Chiusura scuole, De Luca: “Una Regione non è obbligata ad aspettare la zona rossa per prendere delle misure preventive”

“Noi abbiamo una linea diversa: le decisioni vanno prese prima che esploda il problema”, ha dichiarato il governatore


CAMPANIA – All’indomani delle decisioni del Tar Campania che hanno accolto i ricorsi e bocciato l’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca, si torna a scuola in gran parte del territorio regionale, ma non ovunque. Studenti in classe nei capoluoghi di provincia e nel capoluogo di regione, Napoli, dove stamattina sono riprese le attività didattiche in presenza per asili, elementari e medie comunali, statali e paritarie. Anche in altri comuni della Campania, i sindaci, preoccupati dalla curva di contagio Covid, hanno di fatto confermato con decisioni proprie quello che era il contenuto dell’ordinanza regionale numero 1, emanata da Palazzo Santa Lucia lo scorso 7 gennaio. La Dad rimane in vigore, almeno fino al 15 gennaio, in alcuni comuni del napoletano come ad esempio Giugliano e Castellammare e in diverse cittadine del salernitano. Nel pomeriggio di ieri si sono allineati anche i sindaci della Costa d’Amalfi. In alcuni paesi, come Maiori e Praiano, l’attività in presenza è sospesa fino al 29 gennaio in tutti gli ordini di scuole. In altri comuni costieri, è l’esempio di Positano, per il momento lo stop vale fino al 15.

LE RESTRIZIONI PREVISTE DA DE LUCA

Intanto De Luca, oggi, ha parlato delle possibili restrizioni da attuare in Campania in vista dell’aumento dei contagi. A tal proposito il governatore è stato molto chiaro, esplicando acnhe i punti cardini della richiesta di sospensione del Tar: “I due punti forti su cui si è basta la richiesta di sospensiva del Governo sono questi: la Campania non è in zona rossa e il Governo nei suoi decreti ha messo in campo le misure necessarie per contenere il Covid. Per quanto riguarda la prima osservazione dico che una Regione non è obbligata di aspettare di arrivare in zona rossa, alla drammatizzazione del contagio, per prendere misure preventive. Noi abbiamo una linea diversa: le decisioni vanno prese prima che esploda il problema”.

LE MISURE DEL GOVERNO

Per quanto riguarda le misure del Governo “mi sembrano tutte virtuali e inattuabili, a cominciare dai tracciamenti e dalle garanzie da dare ai presidi e alle famiglie. Allora lo voglio ribadire: siamo tutti per la scuola in presenza ma non tutti condividiamo la necessità di parlare un linguaggio di verità per partire dalla realtà e per tutelare la salute dei nostri bambini. Adesso si è aperto tutto”. “Ricordo che come ha detto in maniera limpida e fluente il professore Brusaferro il Covid non è una banalità – ha aggiunto – però può fare piacere anche la Campania da oggi può dire che va tutto bene, che è tutto aperto, che il Covid è un raffreddore e se volete posso anche giurarvi di aver visto il presidente Draghi camminare sulle acque del Tevere”.

BIMBI IN CLASSE CON IL FREDDO E SENZA MASCHERINA

In merito alla riapertura della scuola, De Luca spiega che “avremo scuole dove i bambini non avranno le mascherine ffp2 perché non sono ancora arrivate. E mi dicono anche che ieri i bambini delle elementari sono stati costretti a stare in classe con finestre aperte e cappotti addosso”.