Focus Napoli – Salernitana. Monologo azzurro al Maradona. Comodo 4-1 ai granata di Colantuono

Focus Napoli – Salernitana. Monologo azzurro al Maradona. Comodo 4-1 ai granata di Colantuono

Vittoria facile per il Napoli di Spalletti, che regola con quattro reti una Salernitana falcidiata dalle assenze. Termina 4-1 per gli azzurri con reti di Juan Jesus, Mertens, Rrahmani ed Insigne, che raggiunge Maradona nella classifica dei bombere azzurri all-time. Di Bonazzoli il momentaneo pareggio granata, che chiudono la gara in dieci, a causa dell’espulsione di Veseli, per doppia ammonizione.


Juan Jesus a bersaglio per la prima volta con il Napoli

NAPOLI – Agli azzurri anche il derby della giornata numero ventitrè, nella quale si registra il poker con il quale gli azzurri di Spalletti regolano una Salernitana decimata da infortuni e positivi al CoVid. Nonostante il punteggio dica 4-1 per il Napoli, i granata restano in partita almeno un tempo, riuscendo (quasi) a strappare un pareggio all’intervallo: al vantaggio di Juan Jesus (17′) risponde Bonazzoli (33′) nell’unica vera sortita offensiva della Salernitana. Incantesimo poi svanito con il penalty trasformato da Mertens (45′) in pieno recupero. Nella ripresa non c’è più partita, con il punteggio rimpinguato da Rrahmani (47′) ed il secondo penalty di giornata, e conseguente espulsione di Veseli (doppio giallo), realizzato dal rientrante Insigne (53′), che raggiunge Maradona (115 gol in azzurro). La mezz’ora abbondante che resta è puramente accademica, nel quale succede poco, con il Napoli in amministrazione controllata del gioco ed alla ricerca di un quinto gol che non arriverà. Si va alla sosta, in attesa di Milan-Juventus, con il Napoli primo inseguitore dell’Inter capolista. Si ritornerà a Venezia, dove (chissà) Spalletti potrebbe ritrovare anche Anguissa e Koulibaly.

COSA E’ PIACIUTO
Terza vittoria consecutiva in campionato e la sensazione che il Napoli sta recuperando lo smalto perso tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo. Il recupero di calciatori fondamentali ha il suo peso specifico così come giocare, almeno oggi, dopo una settimana di riposo e allenamenti regolari. La Salernitana di oggi è stata, complici gli episodi, poca cosa anche se fino al pareggio momentaneo c’era anche arrivata. La qualità è poi venuta fuori e dall’inizio ripresa non c’è stata più partita. Si va alla sosta con il secondo posto virtuale (Milan-Juventus ancora da giocare) ma il futuro sembra essere più roseo per Spalletti ed i suoi, con la prospettiva di riavere, dopo la sosta, Koulibaly ed Anguissa, nel tentativo di blindare la qualificazione in Champions e nella speranza di una rimonta sull’Inter, attualmente incontrastabile.

Non segna ma entra nelle azioni chiave che determinano il risultato. Elmas è la mina vagante di questa squadra, abituato così com’è a continui cambiamenti di ruolo e spostamenti per il campo. Oggi, il macedone giocava da vice-Insigne, largo sulla destra, ma il più delle volte si è proposto per via centrale, cercando inserimenti senza palla o azioni personali, come quella che conduce al rigore, poi trasformato da Mertens, dopo aver partecipato attivamente al gol del vantaggio di Juan Jesus, fornendo al brasiliano un assist decisivo quanto involontario. Uno dei migliori in campo e una conferma nel rendimento.

Entrambi a segno, i due centrali difensivi, restano una coppia di sicuro affidamento, nonostante il gol subito da Bonazzoli, in una situazione in cui la difesa non era schierata a dovere. Juan Jesus stavolta centra la porta giusta, centrando il suo primo “vero” gol in maglia azzurra, come un vero centravanti, girando in rete, fulmineamente, l’assist involontario servito da Elmas. Dietro, gol a parte, non va mai in affanno anche perchè, nel secondo tempo, la Salernitana bada soprattutto a non subire un’imbarcata. Stesso discorso per Rrahmani, al suo terzo gol in campionato, anche lui, come il collega, autore di una marcatura da vero professionista dell’area avversaria, irrompendo sul fendente di Mertens. Vale anche per lui il discorso fatto per Juan Jesus: pochi affanni e crescita costante anche nell’affiatamento con lo stesso Juan Jesus, sintomo che anche nella personalità Amir sta crescendo, adesso nei panni di leader della difesa, con l’assenza di Koulibaly.

Primo gol da “ex” per Lorenzo Insigne, che si procura il penalty e lo va a trasformare, fissando il punteggio finale sul 4-1. Non era un rigore decisivo per il risultato ma soprattutto per il morale del calciatore, al rientro dall’infortunio dopo la partita con la Sampdoria ma, ancor di più, dopo la fine della querelle contrattuale che ha sancito il suo passaggio al Toronto, a fine stagione. Rigore a parte, spende quasi tutte le sue giocate nel tentativo di mandare in rete i compgani di squadra, non riuscendoci. Per oggi basta il gol, che regala tranquillità nella testa del calciatore che, in questi ultimi mesi, si spera possa contribuire con professionalità nella buona riuscita di questa stagione. Ci fidiamo della sua appartenza alla maglia e alla città.

Spalletti gioca con il doppio regista davanti alla difesa, impostando la partita sul possesso palla. Il suo Lobotka-Fabian non tradisce le aspettative disputando una partita di ottima fattura anche questo pomeriggio. Fabian gioca più senza palla, cercando (e trovando) spazio tra le linee granata e impegnando Belec con un paio di conclusioni di sinistro. Lobotka è, tra i due, quello che si abbassa per andare a prendere il pallone e smistarlo, sbagliando poco o nulla anche tra gli spazi stretti della metà campo della Salernitana. Non arriva per pochi centrimenti sul pallone che poi Bonazzoli trasforma nel provvisorio 1-1: unica nota stonata in un pomeriggio sicuramente positivo e propositivo.

Gol, assist, giocate ed la signorilità di lasciare ad Insigne il rigore del 4-1, rinunciando ad una probabile doppietta. La partita di Dries Mertsns è di altissimo livello, nonostante un ruolo che non gli si addice ed in effetti non lo di vede quasi mai in zona tiro, se non su calcio piazzato. Ma il suo essere un calciatore fuori dai canoni abituali lo porta a fare comunque la differenza, inventando assist per i compagni, che non sempre sfruttano a dovere. Il rigore del 2-1 viente trasformato con sicurezza ed eleganza, poi lascia ad Insigne il compito di archiviare la pratica Salernitana.

COSA NON E’ PIACIUTO
Come contro Spezia ed Empoli, anche contro la Salernitana, il Napoli deve annotare un gol subito. E come contro Empoli e Spezia, nell’unica azione davvero degna di nota della Salernitana che, fino a quel momento, non aveva mai messo piede oltre la sua metà campo. Un gol che poteva creare non pochi problemi se gli azzurri non avessero sbloccato nuovamente il punteggio prima dell’intervallo. Passi il punteggio e la vittoria comoda che ne è derivata dopo, ma sotto quest’aspetto il Napoli è recidivo ed i sei punti sperperati al Maradona bruciano ancora: sarebbe meglio cercare di essere più incisivi in zona gol ed evitare sgradite sorprese, cha a Napoli, stavano diventando pericolosamente abituali.

Match-winner al Dall’Ara, forse unico insufficiente di giornata. Lozano torna, di punto in bianco, ai suoi livelli prima di Bologna, dove aveva lasciato ben sperare con la sua doppietta. Invece, il suo è stato un pomeriggio anonimo, privo di squilli di tromba, che in una partita come quella di oggi, sarebbero graditi ed attesi dal messicano, quali sintomi di una crescita costante. Nulla di tutto questo: qualche pallone perso, una ciabattata verso Belec che avrebbe meritato sorte miglior, il vagare sulla linea laterale di destra, senza mai dare segnali di grande pericolosità. Giustamente sostituito. Speriamo la sosta gli faccia bene.

Nonostante il punteggio sia roboante, si nota quanto, almeno al Maradona, il Napoli dia la sensazione di squadra a cui manca qualcosa. manca il killer-istinct nel chiudere le partite come quelle di oggi pomeriggio, già difficili da sbloccare, come visto contro Spezia, Empoli e Sampdoria. La Salernitana di oggi era davvero poca cosa, e ciò nonostante il Napoli ha segnato su due rigori e due gol di difensori centrali. Dove sono i gol degli attaccanti? Anche dopo l’espulsione di Veseli, gli azzurri non hanno “fatto male” più di tanto, preferendo gestire il punteggio. Forse, tentare di segnare qualche altro gol, risvegliando dal digiuno qualcuno che aveva bisogno, non sarebbe stata una pessima idea. Anzi.

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