Nuovo Dpcm, Green Pass obbligatorio per tabacchi e negozi: cosa cambia dal 1 febbraio

Nuovo Dpcm, Green Pass obbligatorio per tabacchi e negozi: cosa cambia dal 1 febbraio

“Tutto partirà dal primo febbraio. La lista verrà non solo resa nota ma sarà spiegata la bontà di quello che stiamo facendo, per convincere le persone ancora indecise”, ha detto Sileri


ITALIA – E’ “quasi pronta” la lista delle attività e dei negozi in cui non sarà previsto il Green pass obbligatorio. E il Dpcm che la contiene “arriverà tra oggi e domani”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, il sottosegretario alla Salute, ai microfoni di ‘Radio anch’io’, su Radio 1. “E’ stata stilata una lista di dove non sarà richiesto” il certificato verde: “supermercati, farmacie o edicole”, ha elencato. “Tutto partirà dal primo febbraio. La lista verrà non solo resa nota ma sarà spiegata la bontà di quello che stiamo facendo, per convincere le persone ancora indecise” a vaccinarsi, ha sottolineato Sileri.

Sileri ha ricordato, comunque, che è il vaccino a consentirci di vivere in sicurezza. “Vi sembra normale – infine si è chiesto – che dopo due anni di pandemia, 140mila morti ci sia ancora chi non è convinto della necessità e della bontà del vaccino. E che addirittura osteggia una regola imposta per mettere in sicurezza un Paese che ancora vede un certo numero di ricoveri e morti al giorno?”

DOVE SARA’ POSSIBILE ACCEDERE

  • la lista dei negozi senza Green Pass base comprende alimentari, supermercati, ipermercati, farmacie, parafarmacie, edicole, benzinai, negozi di carburante per il riscaldamento, articoli per animali, ottici, mercati all’aperto; le tabaccherie sono escluse, a meno che non si trovino all’interno di strutture più grandi o all’aperto;
  • per quanto riguarda la sicurezza, si potranno presentare denunce anche se non si è possesso del certificato; si potrà anche testimoniare in un processo;
  • per ospedali e visite mediche, saranno consentite senza Green Pass in caso di necessità e urgenza; per le visite programmate invece il lasciapassare base diventa obbligatorio.

Dal primo febbraio, dunque, senza Green Pass base potrebbe essere possibile entrare solo in negozi di alimentari, del settore sanitario, supermercati, ottica, acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, carburanti e – solo all’aperto – dal tabaccaio e dall’edicolante. Restano fuori dall’elenco le librerie mentre sui centri commerciali la discussione è ancora aperta: la soluzione alla quale si sta lavorando prevederebbe la possibilità di accedere alle strutture anche per chi non ha il pass ma solo per andare in quei negozi che rientrano nell’elenco di quelli esentati, dunque supermercati e farmacie.

NEGOZI, FARMACIE, OSPEDALE, VETERINARIO E FARE DENUNCE

La spesa al supermercato o nei negozi di alimentari, la farmacia, l’ospedale, l’ambulatorio del medico di base e il veterinario. Una denuncia se si è vittime di reato, ma anche in tribunale per testimoniare o accedere a determinate attività per esigenze urgenti di tutela dei minori. Sono queste, secondo quanto si apprende, alcune eccezioni all’obbligo di esibire il green pass (base o rafforzato) per l’accesso a servizi e attività commerciali in arrivo con il Dpcm. Secondo il Mise la lista delle attività cui lasciare l’ingresso libero dovrebbe coincidere con quelle individuate da uno degli allegati del Dpcm del 2 marzo dello scorso anno, che indicava le attività che rimanevano aperte anche in zona rossa.

NEOZI DI OTTICA, PELLET E CARBURANTI

Secondo quanto si apprende da diverse fonti governative, al termine di una riunione tecnica a Palazzo Chigi sul nuovo Dpcm, ancora in definizione, si sarebbe convenuto su una lista non troppo lunga di acquisti che si continueranno a essere pass free: oltre ad alimentari e sanitari, ci sarebbero anche i negozi di ottica o l’acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, così come i carburanti.

EDICOLE E TABBACCAI

Ancora in corso di valutazione edicole e tabaccai: si starebbe ipotizzando l’ok solo all’aperto, nei chioschi o ai distributori automatici nel caso delle sigarette.

STUDI DENTISTICI

Negli studi dentistici l’obbligo di esibire il Green Pass, base o rafforzato, non è previsto dalla legge, mentre odontoiatri, igienisti e assistenti (Aso) sono già obbligati al vaccino, in quanto personale sanitario. Ai pazienti viene richiesta un’autocertificazione, ma in ogni caso il dentista ha il dovere di prestare le cure, soprattutto in caso di urgenze (non per una semplive pulizia dei denti). Raffaele Iandolo, presidente Comitato Albo Odontoiatrico (Cao) nazionale, che conta 63.000 iscritti, ad Askanews ha spiegato: “Nessuna norma prevede che per essere curati bisogna essere vaccinati. Ad oggi chiunque ha diritto a tutelare la propria salute e quindi nei nostri studi si incrocia il diritto del paziente di essere curato e il dovere del professionista di curarlo. Quindi se si chiedesse il Green Pass, ma nessuna norma obbliga a chiederlo, né consente di chiederlo per questioni di privacy, se si chiedesse il Green Pass comunque il Green Pass non avrebbe nessun effetto sulla possibilità che quel paziente venga curato e sull’obbligo da parte del professionista di curarlo”. “Sicuramente non è obbligato a dirlo, però se noi nell’anamnesi chiediamo a un paziente se è vaccinato rispetto al covid o meno, io non credo che ci sia un’invasione della privacy, quindi – ha spiegato, sottolineando – Questa è un’opinione mia personale, ma è evidente che su questo non c’è una norma ad hoc. Noi non possiamo rifiutare dei pazienti rispetto allo stato vaccinale”.

PARRUCCHIERI, ESTETISTI E BARBIERI

Stando all’ultimo decreto legge, dal 20 gennaio scatta l’obbligo di aver il pass ‘base, dunque quello ottenibile anche con un tampone, per accedere ai servizi alla persona: barbieri, parrucchieri, estetisti.

BANCHE POSTE E UFFICI PUBBLICI

Stando all’ultimo decreto legge, dall’1 febbraio, per accedere ad un qualunque ufficio pubblico o a servizi postali, bancari e finanziari, e alle attività commerciali, bisognerà avere il pass base.

CENTRI COMMERCIALI

Da affrontare il nodo centri commerciali, che al loro interno contengono attività di ogni tipo. Perciò il controllo potrebbe avvenire negozio per negozio e non agli ingressi.

REDDITO DI CITTADINAZA

Chi è senza Green pass perde il reddito di cittadinanza. Il mix tra la legge di Bilancio e il decreto del 7 gennaio che inasprisce le regole sulla certificazione portano a questo risultato. Chi percepisce il sussidio dovrà infatti obbligatoriamente frequentare i centri per l’impiego; ma per entrare negli uffici dovrà presentare almeno la Certificazione verde light, ossia quella che si ottiene con il tampone rapido negativo. Stando ai dati forniti dal governo sul Reddito di Cittadinanza e sull’andamento della campagna vaccinale, risulta che i beneficiari possibilmente a rischio, in quanto non vaccinati e non guariti, sono circa 10o mila. L’intento è quello di portare questi soggetti ad iniziare il ciclo vaccinale il prima possibile, in modo tale da raggiungere quota 10% entro l’inverno. Il sussidio raggiunge attualmente circa 1,3 milioni di nuclei familiari (tre milioni di persone) di cui il 30% ritenuto occupabile e dunque soggetto all’obbligo di frequentare in presenza i centri per l’impiego.