Petrolio: sempre più diffusi gli investimenti con ETF

Petrolio: sempre più diffusi gli investimenti con ETF

I migliori fondi quotati per investire sul rialzo del greggio


Il 2022 si è aperto con nuovi record di prezzo per il petrolio, con la quotazione del greggio che ormai si muove intorno ai 90 dollari al barile. A spingere al rialzo l’oro nero sono una serie di aspetti, tra cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente ed Europa, l’offerta ridotta sul mercato e la ripresa economica stabile nel post-Covid.

I venti rialzisti sul petrolio però non cancellano del tutto i rischi legati agli investimenti su questa materia prima, portando molti investitori a preferire gli ETF sul petrolio come soluzione più sostenibile e prudente. D’altronde, nel 2021 c’è stato un vero e proprio boom per i fondi quotati, con una raccolta che in Europa è aumentata del 56% in confronto al 2020 superando i 161 miliardi di euro, secondo quanto riportato dal sito Morningstar.

La diffusione degli ETF sul petrolio richiede comunque una certa attenzione nella scelta dei prodotti su cui investire, valutando bene il tipo di ETF da acquistare e le modalità d’investimento. Allo stesso tempo è necessario rivolgersi agli intermediari giusti, affidandosi a broker regolamentati per investire in modo sicuro e senza il rischio di truffe, seguendo i consigli degli esperti per operare in maniera consapevole su questa commodity.

ETF petrolio: i migliori fondi quotati per investire sul rialzo del greggio

 

Tra gli ETF petrolio selezionati dal sito Investireinborsa.me c’è il Lyxor STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS ETF, uno strumento con una composizione 100% azionaria che include solo titoli di aziende europee attive nell’ambito del gas e del settore petrolifero. Nel dettaglio, questo ETF quotato su Borsa Italiana investe l’86,3% del capitale in società del settore energetico, il 7,51% in compagnie che producono beni industriali legati al comparto oil & gas e il 6,20% nelle utilities.

L’asset allocation geografica prevede il 56% delle risorse allocate in Europa Occidentale e investite in euro, il 26,69% in titoli del Regno Unito e il 14,56% in azioni di compagnie dell’Europa Occidentale ma in divise diverse dall’euro, con una quota marginale dell’1,66% in Europa dell’Est. In questo inizio di 2022 l’ETF ha ottenuto un rendimento del 6,26%, con una performance particolarmente positiva nel 2021 quando il fondo ha registrato una crescita del 21,4%.

Un altro ETF da monitorare per investire in modo diversificato sul petrolio è l’iShares STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS ETF (DE), un fondo quotato sempre interamente sull’azionario, sebbene mantenga una quota minima di liquidità pari allo 0,38%. Il benchmark di questo ETF è la replica dello STOXX Europe 600 Oil & Gas NR EUR, con masse gestite per oltre 1.300 milioni di euro e una quotazione presso la Borsa di Francoforte. Si tratta di un fondo creato nel 2002, quindi con un lungo storico utile per analizzarne nel dettaglio le prestazioni.

L’ETF viene da un ottimo 2021 chiuso con un aumento del 21,3%, un risultato positivo dopo la crisi del 2020 e una contrazione di circa il 21,7%, con un rendimento iniziale nel 2022 del 5,66%. Nella composizione dell’ETF il primo titolo è TotalEnergies SE con un valore sul portafoglio del 28,72%, seguito da BP PLC che pesa per il 15,96%, mentre Royal Dutch Shell PLC Class A ha un’incidenza del 15,55%. La diversificazione geografica e valutaria vede il 53,37% delle risorse in Europa Occidentale investite in euro, il 13,33% in valute diverse dalla moneta unica e il 31,62% nel Regno Unito.

I vantaggi degli ETF per investire sul petrolio

 

Il petrolio è una commodity particolarmente volatile, adatta soprattutto alla speculazione attraverso soluzioni di investimento come il trading CFD. Il prezzo del greggio, infatti, è esposto a numerosi fattori in grado di influenzarne il prezzo, tra cui l’andamento dell’economia globale, la transizione energetica e i livelli produttivi. Oggi bisogna tenere conto anche degli effetti della variante Omicron, senza tralasciare gli equilibri geopolitici che possono condizionare in modo significativo la quotazione del petrolio.

Gli ETF consentono di ridurre il rischio negli investimenti sul petrolio, offrendo una soluzione semplice e flessibile per operare su questa commodity in maniera più prudente e sostenibile. In questo modo è possibile diminuire l’instabilità del prezzo del petrolio, tutelandosi anche in caso di un’eventuale insolvenza del gestore. Naturalmente è importante inserire gli ETF sul petrolio in una strategia d’investimento resiliente e diversificata, puntando sul lungo termine per minimizzare il rischio e massimizzare il rendimento potenziale.