Reddito di Cittadinanza, si cambia: da oggi servirà avere il green pass per assicurarselo

Reddito di Cittadinanza, si cambia: da oggi servirà avere il green pass per assicurarselo

Un vincolo che s’intreccia con le nuove regole che riguardano il sussidio economico


NAZIONALE – Obbligo di fatto di green pass base per assicurarsi il Reddito di cittadinanza. E’ questa la situazione che si profila dal prossimo primo febbraio, quando sarà necessario esporre la certificazione verde conseguibile con guarigione, vaccinazione o tampone per mettere piede negli uffici pubblici. Un vincolo che s’intreccia con le nuove regole che riguardano il sussidio economico.

Partendo da queste ultime, infatti, la Manovra ha operato un restyling al Reddito di cittadinanza con una stretta su alcune ‘condizioni’ per ricevere il sussidio. Oltre a ridurre il numero di offerte di lavoro che si possono rifiutare, e ridurre il raggio dal quale possono provenire quelle “congrue” (da 100 a 80 chilometri) la legge di Bilancio stabilisce – come ricostruisce il dossier della Camera – che “la ricerca attiva del lavoro” da parte del beneficiario di Rdc “è verificata presso il centro per l’impiego in presenza, con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio”. In pratica, ogni mese bisogna presentarsi fisicamente al Cpi, diversamente viene tolto il Reddito.

Dice infatti il comma 74 della Manovra, aggiungendo una postilla alla norma sul Rdc, che “il Patto per l’inclusione sociale prevede in ogni caso la frequenza almeno mensile in presenza presso i servizi di contrasto alla povertà al fine della verifica dei risultati raggiunti e del rispetto degli impegni assunti nell’ambito del progetto personalizzato; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio”.

Questa disposizione si intreccia con le più recenti regole (del 7 gennaio) che hanno introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50 ed esteso l’utilizzo del Green pass per accedere ad alcune attività e agli uffici pubblici. In particolare, l’ultimo decreto Covid prevede dal 20 gennaio l’obbligo di presentare il green pass base o il super green pass per l’accesso ai servizi alla persona e per i colloqui in carcere, e dal 1 febbraio l’obbligo di pass anche per l’ingresso negli uffici pubblici (quindi i Centri per l’impiego), in posta, in banca e nelle attività commerciali.

La materia è ancora in evoluzione: il governo si è infatti dato 15 giorni di tempo (dall’entrata in vigore del decreto l’8 gennaio) per esentare con un Dpcm le attività necessarie “per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona” o eventualmente rimodulare la data d’entrata in vigore. Il Dpcm sarà frutto di un concerto di diversi ministeri. Alla Funzione pubblica guidata dal ministro Brunetta, però, non c’è l’intenzione di modificare le regole per gli uffici pubblici: l’impostazione originaria data alla bozza, ora oggetto di limature, si muove infatti dal presupposto che siano esentate dalla certificazione verde solo quelle attività per le quali sorge indifferibilità e urgenza da parte degli utenti. Con questi criteri, le eccezioni dovrebbero riguardare le esigenze alimentari (quindi la spesa al supermercato, ma non la somministrazione al bar) e quelle sanitarie (farmacia, ospedale, ambulatori del medico di base, veterinario), insieme a quelle di giustizia e pubblica sicurezza (una denuncia se si è vittime di reato o per esigenze urgenti di tutela dei minori).

Nel caso della visita programmata al Centro per l’impiego, così come ad altri sportelli pubblici (si pensi al rinnovo di un documento), ci sarebbe invece programmabilità e quindi il tempo sufficiente per l’utenza per procurarsi il tampone e quindi il green pass base. Se questo dovesse essere l’esito finale del Dpcm, sul quale ci sono comunque pressioni per allargare le maglie a diverse attività, il nesso tra green pass e Reddito di cittadinanza ne uscirebbe confermato.

FONTE: REPUBBLICA.IT