Zona rossa, arancione e gialla. Locatelli: “Il sistema dei colori si può rivedere”

Zona rossa, arancione e gialla. Locatelli: “Il sistema dei colori si può rivedere”

Il coordinatore del Cts: “Il sistema fu elaborato in un’epoca diversa, necessaria rielaborazione con Omicron”


Foto Claudio Furlan - LaPresse 29 Giugno 2020 Milano (Italia) News Esteso fino al 15 luglio l’obbligo di mascherine in Lombardia Nella foto: persone con mascherine in Piazza Duomo Photo Claudio Furlan - LaPresse 29 June 2020 Milano (Italy) The obligation to wear masks in Lombardy extended until 15 July In the photo: people with masks in Piazza Duomo

NAZIONALE – Zona rossa, arancione, gialla e bianca: il sistema di colori delle regioni si può rivedere. Lo dice il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts, in una fase caratterizzata dall’elevato numero di contagi legato alla variante Omicron. “Il sistema della colorazione delle regioni è stato elaborato in maniera concertata tra ministero e Regioni in un’epoca diversa”, osserva Locatelli, ospite di Che tempo che fa. “Che si possa arrivare a una riconsiderazione sta nella logica delle cose. Detto questo non dimentichiamo che esiste un carico di gestione nelle strutture ospedaliere anche per gli asintomatici che devono essere tenuti separati. Così come non facciamo l’errore che gli asintomatici non possano contagiare”, aggiunge Locatelli.

“La vita della stragrande maggioranza degli italiani in questi mesi è stata senza grandi limitazioni. Nelle prossime settimane dovremo aprire un confronto in particolare con le Regioni, convocheremo un tavolo tecnico per discutere le proposte e affrontare questa fase che sembra diversa rispetto alle precedenti”, dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Controcorrente. “Siamo però in un momento non facile, i numeri dei contagiati sono molto molto alti. Grazie ai vaccini, le ospedalizzazioni sono inferiori rispetto al passato ma la pressione è comunque molto forte. L’Oms ci dice che ci stiamo avvicinando al picco, dobbiamo valutare bene cosa accade nei prossimi giorni e, come abbiamo sempre fatto, adeguare le regole alla fase epidemiologica che stiamo vivendo”, aggiunge.