PONTECAGNANO FAIANO (SA) – Sono passati ormai tre giorni dall’orribile femminicidio di Anna Borsa, trentenne uccisa dal suo ex compagno, Alfredo Erra, mentre si trovava nel negozio dove lavorava come parrucchiera la mattina del 1 marzo. A quanto pare Erra, con la scusa di volerle “solo parlare”, l’avrebbe attirata da sola in una stanza dello stesso negozio, sparandole alla testa e uccidendola sul colpo. Ebbene a 48 ore dall’orribile delitto risultano ancora sconcertanti i particolari dell’episodio, e di ciò che è successo subito dopo.
Dopo averla uccisa Erra si è sparato, ma il proiettile gli è rimasto in testa
A poche ore del delitto, Erra è stato rintracciato dalla Polizia Stradale della sottosezione di Eboli sull’Autostrada A2 ed è stato fermato. Dopo aver sparato alla exa, l’uomo ha rivolto la pistola contro la sua testa e ha fatto fuoco, ma è riuscito soltanto a ferirsi. Erra ha poi sparato anche contro il nuovo compagno di Anna, che nel frattempo era accorso nel salone di bellezza attirato dalle urla, ferendolo in maniera grave: è ricoverato all’ospedale di Salerno in prognosi riservata. L’assassino è poi scappato a bordo della sua auto aziendale, che ha abbandonato, per poi fuggire a piedi: vagava in stato confusionale sull’autostrada quando è stato fermato.
Il compagno di Anna Borsa è uscito dalla terapia intensiva
Con il trascorrere delle ore le condizioni di salute del compagno di Anna Borsa sono poi migliorate e non è più ricoverato in terapia intensiva. Nella colluttazione l’uomo ha riportato una ferita a un polmone, che ha richiesto un intervento chirurgico. Il personale sanitario dell’ospedale Ruggi di Salerno, dato il suo miglioramento, ne ha disposto il trasferimento dalla terapia intensiva a un reparto ordinario.




