Focus Napoli – Milan. Il guizzo di Giroud vale la vetta della classifica

Focus Napoli – Milan. Il guizzo di Giroud vale la vetta della classifica

Il Milan passa al Maradona con un lampo di Giroud ad inizio ripresa, regalandosi tre punti e comando solitario della classifica. Il Napoli, nervoso e poco incisivo, terzo in classifica, è ora nel mirino della Juventus.


Giroud, match Winner contro il Napoli

NAPOLI – Finisce con la vittoria del Milan il big-match del “Maradona”, che sancisce il ritorno solitario in vetta alla classifica dei rossoneri, proprio a scapito degli azzurri, in una delle sue frequenti giornate-no tra le mura amiche. Di Giroud (49′) la zampata vincente, su un tiro-cross di Calabria, che regala a Pioli tre punti pesantissimi per la rincorsa al titolo. Partita non spettacolare ma molto intensa, dove le difese hanno prevalso sugli attacchi. Azzurri adesso terzi in classifica, scavalcati anche dall’Inter ed incalzata dalla Juventus, ora a soli quattro punti.

COSA E’ PIACIUTO
L’ingresso di Ounas da’ al Napoli quel brio di cui questa squadra aveva bisogno sin dall’inizio. La velocità dell’algerino, soprattutto, crea più di un grattacapo alle linee del Milan per la sua intraprendenza e capacità di saltare l’uomo, sfiorando anche il gol. Forse si meriterebbe qualche possibilità in più dall’inizio, al posto di qualche collega meno ispirato: viene da pensare ad Insigne, ma anche Politano non vive un momento (forse una stagione) brillante. Potrebbe essere una valida risorsa in questo finale, comunque importantissimo di stagione, dove il Napoli non deve fare l’errore di autoescludersi dalla lotta per il titolo.

COSA NON E’ PIACIUTO
L’approccio, anzi il non-approccio mentale alla partita è una mezza condanna che la squadra si trascina dietro da un bel po’ di partite. La squadra sembra tesa fin dalle prime fasi di gioco e lo si vede benissimo dalle espressioni dei calciatori azzurri. Forse Spalletti ha alzato eccessivamente i toni parlando di leggenda ed immortalità, cercando di toccare le corde giuste per conferire ai suoi ragazzi la giusta carica emotiva che si esige in partite di importanza capitale come questa. La risposta è stata negativa: probabilmente questo Napoli non sembra essere ancora pronto ed esperto per competere colpo su colpo contro l’Inter e questo Milan, che non fa grosse cose, ma mettendoci grinta, ordine e cinismo, sbanca il Maradona e si riporta nuovamente in testa alla classifica. Ma è il Napoli ad aver demeritato.

Sistematicamente il Napoli regala almeno un tempo alla squadra avversaria, contro il Milan il primo, nel quale si fatica ad uscire dal pressing avversario ed a creare azioni pericolose. Il Napoli non è mai pericoloso dalle parti di Maignan, esercita una certo predominio territoriale ma senza mai concretizzarlo: si tira pochissimo e male. Male anche l’atteggiamento dopo il gol preso da Giroud, poichè la squadra ci mette tanto, troppo tempo per metabolizzare l’episodio. Troppo tardivi anche gli innesti di Spalletti, anche se portano quella scossa della quale il Napoli necessitava.

Protagonista solo sette giorni fa, Insigne non gioca una grande partita, anzi, gioca davvero male. Solo il suo status di capitano e la stima di Spalletti gli permettono di giocare anche il secondo tempo: dopo il primo sarebbe stato da sostituire. Da risolvere, inoltre, l’enigma della sua posizione in campo: molto meno esterno di destra, molto più mezza punta centrale, andando a pestare i piedi con Zielinski che, tatticamente va ad occupare la stessa area di campo e annullandosi a vicenda. Non è un caso che il Napoli cresca, seppur di poco, con l’uscita di uno e dell’altro. Un mistero come due calciatori così potenzialmente importanti come il capitano ed il polacco possano giocare una partita così importante in modo anonimo ed ininfluente.

Giroud contro Osimhen. Il vecchio che non tramonta mai contro il nuovo che avanza, ma incespicando. Vince nettamente il francese, che dalla sua ci mette l’esperienza e soprattutto la zampata da tre punti che decide la partita. Osimhen è sicuramente volenteroso, vuole dimostrare di non essere un calciatore capace di far male solo alle piccole, ma anche di essere protagonista in big-match come questo. Bocciato anche stasera il nigeriano, ancora a secco contro le prime otto in classifica, quasi sempre controllato dalla doppia copertura Kalulu-Tomori. Meglio il secondo tempo che il primo, quando oltre agli scatti prova anche a tirare pericolosamente verso la porta milanista. Eccessivamente nervoso, sente più degli altri il peso della responsabilità dell’essere la punta centrale di una squadra che si sta giocando lo Scudetto, ma non riuscire ad essere incisivo come vorrebbe.

Stasera male anche il centrocampo. Sovrastati da Tonali, Kessie e Bennacer, Fabian e Lobotka sono andati in difficoltà, più Fabian che lo slovacco. Lo spagnolo viene spesso schermato dalla diga rossonera ed in possesso di palla non è preciso come siamo soliti apprezzare. Passi indietro dalla notte da protagonista dell’Olimpico, laddove con il suo sinistro disegnò la parabola vincente; stasera è uno degli elementi dalla quale ci si sarebbe aspettao molto di più.

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