Focus Napoli – Sassuolo. Goleada dal sapore di rammarico, Sassuolo umiliato al Maradona: 6-1!

Focus Napoli – Sassuolo. Goleada dal sapore di rammarico, Sassuolo umiliato al Maradona: 6-1!

Punteggio tennistico nel sabato pomeriggio al Maradona, dove il Napoli asfalta con sei gol il Sassuolo di Dionisi, ipotecando il piazzamento Champions. Doppietta di Mertens, Koulibaly, Rrahmani, Lozano ed Osimhen i cannonieri azzurri; Lopez a segno per i nero-verdi.


NAPOLI – Troppo Napoli per un Sassuolo annichilito e frastornato, tornato in Emilia con le ossa rotte, schiacciato dal peso delle sei reti con le quali i partenopei hanno ampiamente prevalso. Gran parte del compito si svolge nei primi venti minuti, nei quali il Napoli va a bersaglio per ben quattro volte: il colpo di testa di Koulibaly (7′) sblocca la contesa, quello di Osimhen (15′) raddoppia il punteggio. I gol di Lozano (19′) e Mertens (21′) chiudono la contesa già prima dell’intervallo. La doppietta di Mertens (54′) e il gol di Rrahmani (80′) fanno da ornamento in una cornice praticamente perfetta. Unico neo, i gol della bandiera concesso a Maxime Lopez (87′) nel finale, per il tennistico 6-1 con il quale si conclude il match del Maradona.

COSA E’ PIACIUTO
La ricetta vincente è quella di giocare senza pressione contro un avversario senza grandi motivazioni. Potevano dircelo prima che per vedere un Napoli bello, spettacolare e pratico bisognava rinunciare ad ogni velleità di Scudetto e con una posizione-Champions ormai blindata da settimane. Almeno il pubblico pagante, che non rinuncia al Napoli neppure in una partita praticamente inutile, viene rispettato e ripagato con una prestazione superba, dove il Sassuolo viene annichilito sin dalle prime battute. Poca roba i nero-verdi di Dionisi, che forse non si aspettavano questo Napoli così carico di rabbia repressa dopo le ultime delusioni. Si rivede la squadra di inizio stagione, fluida e bella da vedere, che si diverte a giocare e a segnare; quella che non conosce freni anche quando il risultato è in ghiacciaia e continua. imperterrita, ad affondare il colpo contro un avversio ormai alle corde. Avessero messo questo ardore un paio di settimane fa, si parlerebbe altro che di un’anonima, per quanto spettacolare, partita di fine stagione, che ai fini della classifica aveva ben poco da raccontare. Siamo sinceri, arrivare secondi, terzi o quarti non cambia la sostanza delle cose. Quest’anno c’era da arrivare primi e lo step non è avvenuto. C’è rabbia, alla luce anche della prestazione odierna.

Migliore in campo: Dries Mertens. Uomo-gol, uomo-assist, uomo-spogliatoio; uomo-simbolo; uomo-record, tutto racchiuso in un paio di piedi tecnicamente immensi ed un’intelligenza tattica sublime. Ispira quasi tutte le giocate importanti, segna e fa segnare, leader tecnico indiscusso ed indiscutibile del quale questa squadra aveva bisogno e che, per tante motivazioni, non è potuto essere nelle fasi più delicate della stagione, soprattutto in mezzo al campo, nel quale sa sempre come muoversi, cosa fare col pallone e senza; davanti alla porta è cattivo quanto basta per portare a casa una doppietta che lo avvicina alla rete numero 150 in maglia azzurra. Chapeau alla carriera di questo ragazzo, sperando non siano le ultime partite in cui possiamo ancora ammirarlo.

In venti minuti Osimhen fa tutto: segna un gol, colpisce un palo e assiste Lozano per il terzo gol. Quando la partita è quella giusta e la difesa avversaria è particolarmente morbida come quella emiliana, il nigeriano ha vita facile, potendo sfruttare gli enormi spazi che la struttura difensiva ordita da Dionisi lascia incustoditi. Bello il gol di testa, l’ennesimo di questa stagione, ma deve ancora migliorare a leggere la linea del fuorigioco e a dettare meglio alcune linee di passaggio. Per il resto, giornata trionfale anche per lui, come per l’intero attacco partenopeo, a nozze contro un Sassuolo praticamente in vacanza, soprattutto in fase difensiva.

Bene anche la cerniera di centrocampo, formata da Zambo Anguissa e Fabian. La fisicità del primo, combinata con le geometrie del secondo, sono stati ingredienti fondamentali nella vittoria di oggi, troppo più veloci nelle gambe e nel pensiero contro i poveri dirimpettai nero-verdi, oggi surclassati sotto ogni aspetto. Lo spagnolo, in particolar modo, sembra essere ritornato, di punto in bianco, l’elegante tessitore di gioco ammirato fino a qualche mese fa, poi dissoltosi nell’anonimato. Il dubbio, lecito, è che la complicità di un Sassuolo in ombra (nel bellissimo pomeriggio soleggiato di Napoli) sia evidente. Prova gagliarda anche di Zambo che, a differenza dello spagnolo, è rimasto più o meno costante sui suoi livelli di rendimento e anche oggi non ha lesinato impegno e sostanza in mezzo al campo.

Per la terza volta in stagione, entrambi i centrali difensivi vanno a segno nella stessa partita: era successo ad Udine (Rrahmani e Koulibaly) ed in casa, contro la Salernitana (Juan Jesus e Rrahmani); sono nuovamente Koulibaly e Rrahmani a timbrare il cartellino dei marcatori: sette gol in due, un “plus” aggiuntivo assai prezioso, come oggi, allorquando il senegalese ha sbloccato subito una partita che poteva presentare le solite difficoltà casalinghe, a lungo andare. Il kosovaro ha invece reso ancora più rotondo il punteggio facendo pesare la sua presenza in area di rigore. Per il resto, giornata tranquilla nell’ammorbidire gli “spauracchi” emiliani: Scamacca non ha molto spazio per giocare e poca voglia di cercarseli lontano dalla guardia spietata della coppia centrale partenopea; Raspadori e Berardi giocano più a largo e, presi in consegna da Mario Rui e Di Lorenzo, combinano poco, almeno fino a quando il Napoli tira i remi in barca.

COSA NON E’ PIACIUTO
In un sei a uno a favore, l’unica nota stonata è, appunto, quell’uno. Ennesimo gol subito, seppur a tempo scaduto e a risultato ampiamente acquisito. Può sembrare banale per chi il calcio lo segue indirettamente, ma il non subire gol aiuta tantissimo a far crescere l’autostima della squadra, soprattutto della difesa e del portiere. Il Napoli subisce gol, sistematicamente, da undici gare consecutive (in campionato), troppe per una squadra che aveva delle ambizioni importanti, spentesi in parte anche a causa di una difesa diventata troppo ballerina. Oggi non fa testo, poichà sul 6-0, giocare in maniera più allegra può essere accettabile, ma non in altre circostanze, che il Napoli ha pagato a caro prezzo.

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