Furbetti del cartellino ad Arzano: condannata la vice comandante della municipale Errichiello e 2 agenti

Furbetti del cartellino ad Arzano: condannata la vice comandante della municipale Errichiello e 2 agenti

Fari puntati della Commissione Parlamentare Antimafia


ARZANO – Furbetti del cartellino, condannata la vice comandante della Polizia municipale Angela Errichiello e due agenti.  Fari puntati della Commissione Parlamentare Antimafia che potrebbe convocare dirigenti e amministratori. È di queste ore la notizia che scuote ulteriormente la vita pubblica del Comune di Arzano – già sotto osservazione per i mancati provvedimenti del caso -, delle condanne a carico di vigili e ufficiali: 2 anni e 10 mesi per la vice comandante, il colonnello Angela Errichiello, e 1 anno e due mesi per il capitano Domenico Barone e l’agente (autista della Errichiello) Luigi Marigliano tutti accusati di truffa pluriaggravata in concorso, falso ideologico e per la Errichiello anche il reato di peculato.

È questa la batosta giudiziaria comminata dai giudici di primo grado dopo un lungo processo e le indagini portate avanti dai carabinieri della locale tenenza. Tre mesi di osservazioni, micropsie piazzate nelle stanze e sopra il badge marcatempo, e l’utilizzo di un satellitare istallato sotto l’auto del vigile-autista della comandante: permisero ai carabinieri della locale tenenza di Arzano, su delega della Procura di Napoli Nord, di accertare una serie di false attestazioni in servizio.   Prove ritenute talmente schiaccianti, da veder accogliere prima la richiesta di rinvio a giudizio proposta dal GUP e successivamente l’apertura del processo.

Gli agenti, quindi, passano da imputati a condannati e per loro si spalancano le porte della legge Brunetta che obbliga i comuni all’applicazione della massima sanzione prevista in questi casi, ovvero il licenziamento dopo la sospensione senza stipendio. Erano stati destinatari di ordinanza cautelare di allontanamento dal servizio in quanto, secondo le accuse della Procura i tre, tra cui l’alto graduato, erano ritenuti colpevoli di aver utilizzato impropriamente i badge in dotazione.  Infatti, i cartellini marcatempo sarebbero stati consegnati in circostanze diverse ad uno solo degli agenti che avrebbe provveduto di volta in volta alla timbratura anche in favore degli altri due.  Ciò per far risultare, secondo la Procura e il Tribunale, falsamente la loro presenza in ufficio. Il caso della vice comandante risulta ancor più eclatante poiché, nonostante il processo penale a suo carico era riuscita a farsi integrare in servizio dal giudice del lavoro (non la Procura) a causa delle gravi omissioni in seno all’ente comunale che aveva determinato da parte della Errichiello l’impugnazione di un procedimento disciplinare a suo carico fatto decadere nel 2018 per l’assenza di provvedimenti sanzionatori.

Frattanto, a giugno prossimo si dovrebbe tenere l’udienza del processo di secondo grado a carico dell’agente Rosa Mastrocinque, ritornato in corte di Appello dopo aver incassato una condanna a circa due anni per minacce, falso ideologico, tentata concussione e abuso in atti d’ufficio. Processo ripartito dal secondo grado di giudizio dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso,  accertando che il comune di Arzano “erroneamente” avrebbe notificato la convocazioni alle udienze del processo ad un familiare non convivente della stessa invece che all’imputata. La stessa Mastrocinque, a novembre del 2021, è stata anche rinviata a giudizio per i reati di intralcio alla giustizia e minacce a pubblico ufficiale. Reati materializzatisi durante le fasi del processo a suo carico e che la stessa avrebbe messo in atto per cercare di intimidire il teste d’accusa.

La stessa, nonostante le condanne e i procedimenti. Nelle settimane scorse avrebbe anche diffidato l’ufficio legale e il sindaco per essere reintegrata in servizio. Insomma, un comune “distratto” quello di Arzano nonostante tre scioglimenti per camorra che hanno documentato di quanto al comune di Arzano la politica sia imbrigliata in patti trasversali e incapace di dare risposte nonostante proprio il comparto della Polizia locale sia uno dei punti focali degli scioglimento del 2025 e del 2029. Azioni di pressione che non si sono fermate nemmeno davanti a un blitz della Direzione Investigativa Antimafia avvenuto alcuni mesi con l’acquisizione degli atti relativi ai vigili urbani finiti nelle maglie della giustizia.

COMUNICATO STAMPA