Napoli, protesta dei lavoratori della Leonardo di Giugliano: “No alla chiusura!”

Napoli, protesta dei lavoratori della Leonardo di Giugliano: “No alla chiusura!”

“Accorpare due realtà, in questo caso Giugliano e Fusaro, blocca lo sviluppo successivo”, dice Fiom Cgil di Napoli, Rosario Rappa


NAPOLI/GIUGLIANO – Si svolgerà martedì 19 aprile alleore 12,30 a palazzo Santa Lucia una riunione dei capigruppo regionali, alla presenza dei vertici della Leonardo, per un confronto sul piano industriale dell’azienda che ha annunciato il trasferimento del centro di produzione di microelettronica di Giugliano allo stabilimento del Fusaro.

E’ questo un primo risultato dell’incontro tra una delegazione di lavoratori e sindacato con l’assessore regionale al lavoro, Antonio Marchiello, dopo il corteo che che visto i dipendenti del sito di Giugliano raggiungere palazzo Santa Lucia in concomitanza con le quattro ore di sciopero proclamate da Fim Fiom e Uilm.

“I lavoratori di Giugliano – ha affermato il segretario generale della Fiom Cgil di Napoli, Rosario Rappa – stanno portando avanti una lotta che riguarda il territorio napoletano. La battaglia, in questa vertenza, non è motivata da licenziamenti o processi di ristrutturazione. Siamo di fronte ad una realtà, quella dell’elettronica, che ha un boom di ordini, che per via del raddoppio delle spese militari deciso dal governo, vedrà nei prossimi anni una crescita esponenziale. Nei primi giorni di guerra è aumentato del 15 per cento il fatturato di Leonardo.
Accorpare due realtà, in questo caso Giugliano e Fusaro, blocca lo sviluppo successivo”.

“Si tenta di spostare – secondo Rappa – tutto lo sviluppo fuori dalla Campania, in particolare sul Lazio. Per cui è una battaglia che serve per il territorio, serve a garantire un processo di crescita, rispetto ad un ridimensionamento che c’è stato sulle aerostrutture”. “E’ in atto – ha sottolineato Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania – una deindustrializzazione. Il fatto che Leonardo decida di chiudere Giugliano per accorparlo al sito del Fusaro è un’operazione che va in danno sia alle notevoli potenzialità nella creazione di posti di lavoro vista la prossima crescita di domanda tecnologica nel settore per via dei conflitti in atto, sia ad una idea di missione industriale di questa regione”.