Napoli, si pente il boss della camorra Luigi Cimmino: era a capo di uno dei clan più potenti

Napoli, si pente il boss della camorra Luigi Cimmino: era a capo di uno dei clan più potenti

Nel 1997 era lui il vero obiettivo del clan Caiazzo, nell’agguato che costò la vita alla vittima innocente di camorra Silvia Ruotolo, madre dell’ex assessore – e oggi consigliere comunale – Alessandra Clemente


NAPOLI – I primi verbali coperti da omissis sono stati depositati oggi dal pm Woodcock nel corso dell’udienza preliminare sulle estorsioni in alcuni ospedali di Napoli.

Luigi Cimmino, il boss del Vomero, il camorrista appassionato di libri di John Grisham, ha iniziato a collaboratore con i magistrati. Cimmino, 61 anni, che già in passato aveva manifestato la volontà di pentirsi, ha iniziato a raccontare alcuni particolari sui clan napoletani al pm Henry John Woodcock. E i primi verbali delle deposizioni del boss – naturalmente coperti da omissis – sono state depositati oggi, 15 aprile, dal magistrato nel corso dell’udienza preliminare sulle estorsioni per gli appalti in alcuni ospedali di Napoli.
Arrestato a Chioggia

Il boss del Vomero, che fu arrestato a Chioggia nel 2016 dopo un mese di latitanza, ora potrà raccontare i segreti di uno dei clan di camorra più potenti di Napoli. Cimmino è stato uno dei protagonisti assoluti della storia camorristica partenopea. Nel giugno del 1997 era lui il vero obiettivo del clan Caiazzo, nell’agguato che costò la vita alla vittima innocente di camorra Silvia Ruotolo, madre dell’ex assessore – e oggi consigliere comunale – Alessandra Clemente.

FONTE: CORRIEREDELMEZZOGIORNO.IT