Nonno investe nipotino mentre fa manovra: il piccolo è ricoverato in ospedale in gravi condizioni

Nonno investe nipotino mentre fa manovra: il piccolo è ricoverato in ospedale in gravi condizioni

Il nonno in lacrime: “Non potrei mai pensare di averlo ucciso”


REGGIO EMILIA – Il nonno, un autista in pensione di 69 anni, si era messo al volante del Doblò per andare a comprare l’acqua. Una semplice manovra nel vialetto di casa. Fatta mille volte, a passo d’uomo. Ma ieri mattina il caso ha voluto che davanti all’auto finisse il nipotino di un anno e mezzo – la gioia del nonno, di cui porta lo stesso nome – ora in gravissime condizioni a Parma. Il piccolo è stato stabilizzato. C’è speranza.

Dai primi accertamenti e dalle testimonianze degli stessi parenti, risulta che il bimbo sia uscito di casa improvvisamente e si sia messo a correre contro il l’auto del nonno che stava uscendo dal cortile. Nonostante il mezzo andasse piano, l’impatto è stato inevitabile. La mamma del piccolo, che lavora nel campo socio sanitario nell’assistenza agli anziani come il marito, stava stendendo i panni assieme alla nonna poco distanti e aveva fatto entrare il figlio in casa da una porta laterale. Ma il piccino è poi sbucato improvvisamente dalla porta principale, andando incontro all’auto.

È stato lo stesso nonno a prestare i primi soccorsi. Nonostante la comprensibile concitazione, è riuscito a mantenere la lucidità e ha accompagnato poi il figlio e il nipote al pronto soccorso dell’ospedale Franchini di Montecchio. Il bimbo era privo di conoscenza e le sue condizioni sono apparse subito gravi a causa dei numerosi traumi; al punto da suggerire il trasferimento all’ospedale Maggiore di Parma. Nel cortile di casa, poche ore dopo il nonno è ancora lì, in attesa di notizie. Si tiene la testa tra le mani. Stringe un fazzoletto e a tratti singhiozza. Le prime notizie che arrivano dall’ospedale sono rassicuranti, ma lui non riesce a darsi pace. “Non potrei mai pensare di aver ucciso il mio nipotino…”. Accanto a lui c’è la nonna, 66 anni, ex infermiera. “Prima abbiamo accompagnato a scuola la nipote più grande, che ha 5 anni, e poi siamo tornati. Io e la mamma del bambino stavamo stendendo i panni fuori – racconta la nonna indicando una tettoia attaccata all’abitazione –. A un certo punto mia nuora ha invitato il bambino a tornare dentro. Lui è rientrato in casa, ma poi ha girato il chiavistello della porta d’ingresso ed è uscito di nuovo”.

L’uomo racconta quegli istanti: “Mia moglie ha urlato: ‘Fermati’. Io ero già praticamente fermo, mentre il bambino è corso verso la macchina e l’ha urtata. È stato velocissimo, tanto che non l’ho neppure visto”. Il piccolo, spiegano, è andato a sbattere contro la parte anteriore del Doblò: “È un furgone alto, e oltretutto la visibilità uscendo dall’angolo era poca”. Il nonno è sceso subito: “Lui si era steso a terra, coi gomiti, com’è solito fare. Sanguinava e l’ho preso in braccio”. “Nonostante tutto – aggiunge – sono riuscito a mantenere la calma. Insieme a mio figlio, in auto, ho guidato io: lo abbiamo accompagnato all’ospedale di Montecchio”. Poi il trasferimento a Parma, una Tac: “Dovrà stare sotto osservazione per due giorni. Noi siamo distrutti”.

In zona la voce dell’incidente si è sparsa velocemente: diversi residenti hanno voluto portare una parola di conforto ai nonni. “Ero al piano di sopra – dice un vicino – quando ho sentito un rumore dal cortile, e poi i nonni che urlavano. Sono andato a dare un aiuto”. Un altro giovane vicino è andato ad abbracciarli: “Ho tre figli, di cui uno di pochi mesi. Capisco la loro angoscia. Questa è una famiglia molto attenta: i nonni e i genitori sono sempre presenti, persone eccezionali e attente ai bambini”.