Oggi, 2 aprile è la Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Oggi, 2 aprile è la Giornata Mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Occasione per portare il tema all’attenzione dei cittadini e per sensibilizzare giovani e adulti verso lo spettro autistico


Oggi, 2 aprile si celebra la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo concepita dall’Onu per incoraggiare gli stati che fanno parte delle Nazioni unite a investire in una maggiore sensibilizzazione rispetto l’autismo. Il colore della giornata è il blu: simbolo di conoscenza (da incrementare attraverso informazioni ai cittadini) e sicurezza (quella che vorrebbero avere i genitori dei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico, pensando al futuro dei loro figli).

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi, che sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine.

L’autismo

Si pensa di sapere molto sull’autismo ma in realtà spesso si riduce il suo funzionamento a delle abilità cognitive dimenticandosi che il bambino autistico ha una sua personalità e un proprio modo di stare al mondo.

La diagnosi rischia così di diventa un limite al bambino stesso, intrappolandolo in un giudizio esterno generalizzato, e la possibilità di oggettivare i parametri clinici può diventare un limite e un danno alla possibilità di incontrare autenticamente l’altro.

La precocità dell’intervento condiziona i risultati, come la lunghezza del trattamento, ma quello che è fondamentale non dimenticare è che la vera cura è la capacità dell’altro di modificarsi in maniera plastica e non cedere all’utilizzo di procedure standardizzate: non è possibile pensare ad una risposta alle esigenze dei bambini data in base ad un modello predefinito, ma risulta necessario valutare risposte diverse per incontrare quel singolo bambino.

È importante che gli adulti non perdano mai la capacità di andare incontro ai bambini, di incontrare il bambino dove lui è e non dove dovrebbe essere.

Nessuno degli adulti che sostiene il processo di crescita si può esimere dal prendersi cura di questi bambini e prendersi cura vuol dire conoscerli. Si presuppone il conservare nei loro confronti una capacità di stupirsi e sorprendersi, e per questo nessuno può dirsi un esperto di autismo, perché ogni bambino risulta essere diverso dagli altri, non può esserci una modalità unica da adottare per ogni bambino, i loro comportamenti esprimono un loro modo personale di vivere nel mondo.

Nonostante le loro difficoltà profonde vogliono esserci, rappresentarsi, essere vitali e attivi nella realtà e comunicare. Il tentativo di esserci ci deve spingere ad andare oltre le apparenze e a quello che vediamo e per capirlo dobbiamo farci accendere dalla loro capacità di essere, di avere una rappresentazione più vera della loro personalità che allontani il nostro giudizio da questo vuoto di normalità che caratterizza la descrizione sintomatologica psichiatrica.

Ha collaborato: Antonella Bonaccorso, psicologa