Reddito di Cittadinanza, a Giugliano, Qualiano e Marano il maggior numero di persone che lo “rubano”

Reddito di Cittadinanza, a Giugliano, Qualiano e Marano il maggior numero di persone che lo “rubano”

Tra i furbetti, anche la figlia di uno degli assassini di Giancarlo Siani


NAPOLI E PROVINCIA – Area giuglianese e Marano; è qui che ci sono i maggiori “furbetti” del Reddito di Cittadinanza. E’ quanto emerge dall’inchiesta bis dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e del Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro con la collaborazione dell’I.N.P.S. In appena cinque mesi sono stati rubati oltre 5 milioni di euro dalle casse dello Stato. Diverse le aree della provincia di Napoli coinvolte nell’inchiesta ma a far scalpore proprio tutta l’area giuglianese ed il comune di Marano di Napoli che copre più di 1 terzo degli oltre 6 milioni di euro di totali. Conti alla mano, i carabinieri hanno riscontrato con un lavoro certosino che ben 2.789.602,62 di euro sono stati versati nelle tasche di persone residenti in quell’area che non avevano alcun diritto al beneficio del reddito di cittadinanza. 125 il numero delle persone denunciate, di queste 101 hanno pregiudizi penali.

Nell’area maranese non sono solo i numeri a far strabuzzare gli occhi. Tra le persone a cui è stato revocato il reddito c’è anche la figlia di un uomo ritenuto coinvolto nell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. La donna, secondo quanto accertato, avrebbe ottenuto circa 8500 euro senza alcun titolo. Tenace l’ex moglie di un uomo ritenuto vicino al clan Nuvoletta. Dopo la prima revoca del beneficio, la donna avrebbe richiesto nuovamente il rdc in un CAF. I carabinieri sono però riusciti a bloccare sul nascere la domanda, prima che l’istituto previdenziale erogasse la mensilità di sussidio.

Curioso, o se vogliamo, clamoroso, quanto accaduto a Qualiano, dove ben 45 cittadini di nazionalità rumena hanno fatto richiesta per ottenere i sussidio di Stato.  I militari della stazione di Qualiano hanno denunciato a piede libero 45 cittadini stranieri: un danno per le tasche dei contribuenti pari a 360mila euro. Durante le attività i carabinieri qualianesi hanno setacciato uffici ed enti pubblici senza dimenticare i centri di assistenza fiscale presenti in zona. Hanno svolto accertamenti anche attraverso le diverse banche dati in possesso e incrociato i risultati ottenuti con quelli ricevuti dall’Inps per l’erogazione del beneficio. Gli indagati risponderanno del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e sono ancora in corso ulteriori indagini per individuare altri lati oscuri della vicenda. Un copione sostanzialmente ricalcato nell’intera provincia.