Stefano Cucchi, condannati 8 carabinieri per depistaggio delle indagini: 5 anni al generale Casarsa

Stefano Cucchi, condannati 8 carabinieri per depistaggio delle indagini: 5 anni al generale Casarsa

La pena maggiore è stata per il generale Alessandro Casarsa, all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, condannato dal giudice, al termine di una camera di consiglio di circa 6 ore, a 5 anni


ROMA – “Oggi è un giorno importante, ancora più importante di lunedì: perché un istante dopo la morte di mio fratello si metteva in piedi la macchina dei depistaggi che è costata alla nostra vita anni e anni di processi a vuoto che ha scritto nero su bianco le sorti del nostro processo, il primo quello sbagliato e le sorti direi anche della nostra vita facendo in modo che entrambi i miei genitori si ammalassero gravemente per tutta quella sofferenza inflitta in maniera brutale”, aveva detto poche ore fa Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, nell’attesa di una sentenza che ristabilisce una verità per troppi anni taciuta. E, a circa otto ore da queste parole, è arrivata la sentenza del giudice Roberto Nespeca del tribunale di Roma che mette il marchio del primo grado su una vicenda, quella dei depistaggi di alcuni appartenenti all’Arma dei carabinieri, iniziata a poche ore dal decesso del geometra romano, arrestato per spaccio e morto dopo una settimana in ospedale, il 22 ottobre del 2009, e proseguita fino a poco fa. Sono 8 i carabinieri imputati e condannati oggi dal giudice Nespeca. La pena maggiore è stata per il generale Alessandro Casarsa, all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, condannato dal giudice, al termine di una camera di consiglio di circa 6 ore, a 5 anni. Per lui il pubblico ministero Giovanni Musarò aveva chiesto una pena di 7 anni. Il giudice Nespeca ha poi condannato a 4 anni Francesco Cavallo all’epoca dei fatti capufficio del comando del Gruppo carabinieri Roma. Per lui l’accusa aveva sollecitato una pena di cinque anni e mezzo. Per Luciano Soligo, ex comandante della compagnia Talenti Montesacro, il giudice ha disposto una condanna a 4 anni, il pm Musarò aveva invece chiesto 5 anni. Stessa pena chiesta per il carabiniere Luca De Ciani, condannato invece a 2 anni e 6 mesi. Per Tiziano Testarmata, ex comandante della quarta sezione del nucleo investigativo, il giudice ha disposto la pena a 1 anno e 9 mesi, a fronte di una richiesta di condanna per quattro anni. Condannato a 1 anno e 3 mesi il carabiniere Francesco Di Sano, per lui erano stati chiesti 3 anni e 3 mesi. Per Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma, è stata data una condanna di 1 anno e 3 mesi, a fronte della richiesta dell’accusa: 3 anni di reclusione. Pena di 1 anno e 9 mesi per Massimiliano Labriola Colombo, ex comandante della stazione di Tor Sapienza. Per quest’ultimo il pm aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e una pena di 1 anno e 1 mese. L’accusa, lo scorso 23 dicembre, aveva inoltre chiesto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Casarsa, Cavallo, De Cianni e Soligo. Mentre per Di Sano, Sabatino e Testarmata l’interdizione per 5 anni. Le accuse agli otto carabinieri sono quelle, a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.