Tecnico precipita dalla cabina e muore, tre imprenditori accusati di omicidio: patteggiano la pena

Tecnico precipita dalla cabina e muore, tre imprenditori accusati di omicidio: patteggiano la pena

L’incidente è avvenuto nella zona industriale di Marcianise


MARCIANISE – Tre imprenditori imputati di omicidio colposo per infortunio sul lavoro patteggiano la pena in appello: l’incidente, nella zona industriale di Marcianise, dodici anni fa. Vicenda chiusa.

Due tecnici, l’uno dell’Hagitron e l’altro della Simec Sistem, due società napoletane (che progettano pannelli solari) durante un sopralluogo alla ditta Bd Bulloneria Dati di Marcianise il 25 ottobre 2010. caddero dal tetto di una cabina elettrica. A seguito di quell’incidente sul lavoro morì il tecnico Renato Uccella, 58 anni di Capodrise mentre l’ingegnere Salvatore Tranchese 33 anni di Scafati riportò solo delle gravi lesioni. In pratica cedette il solaio di una cabina elettrica della Bd Bulloneria. Dati. I due tecnici, sprovvisti di protezione, saliti per una scala interna al solaio caddero al suolo.
Il Tribunale di S.Maria Capua Vetere, presieduto dal dott. Antonio Riccio, condannò i datori di lavoro delle società coinvolte nella vicenda: a Mario Paliotto 3 anni di carcere (difeso dagli avvocato Fabio Carbonelli di Napoli ); a Ferdinando Avollone : 3 anni e 6 mesi di carcere (difeso dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo di Santa Maria Capua Vetere ); a Vincenzo Podestà : 3 anni di carcere (difeso dall’avvocato Stefano Buonocore di Udine).
Oggi in Corte di Appello 1 Sezione Penale (presidente dott. Alberto Picardi) i difensori hanno messo un punto a questa dolorosa vicenda facendo ridurre la condanna a anni 2 di carcere con la condizionale.
Pende ancora invece a dibattimento, presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sempre per omicidio colposo e violazione delle norme antinfortunistiche – il processo nei confronti di un altro imputato nello stesso processo: il titolare della Ditta Hagitron, Vincenzo D’Elia, la cui posizione era stata precedentemente archiviata dall’ex PM dott. Donato Ceglie. Invece il nuovo PM, dott. Giuseppe Orso, durante il processo di primo grado aveva fatto emergere nuovi elementi ottenendo dal giudice dott. Riccio l’invio degli atti al suo ufficio per incriminare il D’Elia in quanto non condivideva la richiesta di archiviazione adottata solo per lui dall’ex PM dott. Ceglie essendo la sua posizione processuale uguale a quella degli altri imputati.