Torre del Greco, Giovanni ucciso con una coltellata al petto: fermati due 15enni

Torre del Greco, Giovanni ucciso con una coltellata al petto: fermati due 15enni

Dopo il ferimento i ragazzi oplontini si sarebbero velocemente allontanati in sella agli scooter e sarebbero tornati a casa


TORRE DEL GRECO – Fermati due giovanissimi di appena 15 anni per l’omicidio di Giovanni Guarino, ucciso a Torre del Greco con una coltellata al petto, e per il ferimento dell’amico della vittima, ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale.

CHI SONO I DUE GIOVANISSIMI

Si tratterebbe di due ragazzi della zona, residenti nella vicina Torre Annunziata, che sarebbero stati già segnalati in passato per condotte violente e che avrebbero legami con la criminalità oplontina (tra i loro parenti ci sarebbero affiliati al clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata). Gli agenti li hanno individuati nella fase iniziale delle indagini ascoltando le testimonianze di alcuni presenti e il racconto del ferito e ricostruendo la dinamica dell’aggressione mortale; tra gli elementi contro di loro, anche le macchie di sangue rinvenute sui vestiti che indossavano.

LA DINAMICA 

Stando alle prime ricostruzioni i fatti sono avvenuti domenica intorno alle 22.30, Nunzio Abbruzzese e Giovanni Guarino, entrambi 18enni, decidono di trascorrere la serata al Luna Park. Un momento di relax, soprattutto per Giovanni, che ha lavorato tutto il giorno vendendo fragole in strada per conto del papà, titolare di un negozio di ortofrutta in zona. Il giovane non vuole passare il resto della vita a fare il fruttivendolo: sogna di fare lo chef. Non sa, però, che tra le luci sfavillanti delle giostrine allestite in via Leopardi il destino sta spazzando via i suoi piani. Nasce tutto con una spinta di troppo. Giovanni urta la spalla di uno dei suoi assassini. Un piccolo incidente, niente di intenzionale. I ragazzi si scambiano sguardi di sfida, partono gli insulti, gli avvertimenti. Infine la zuffa. La rissa si protrae all’esterno del Luna Park, uno dei due 15enni estrae un coltello e sferra una decina di fendenti prima a Nunzio e poi contro Giovanni, colpevole di essersi “intromesso”. Uno dei colpi arriva al cuore del figlio del fruttivendolo che sogna di fare lo chef. I due amici si accasciano a terra, in una pozza di sangue, mentre gli assassini scappano a bordo di uno scooter, come mostreranno le immagini di videosorveglianza, inseguiti da una banda di coetanei. La corsa in ospedale per Giovanni sarà inutile: morirà poco dopo. Nunzio, invece, è in prognosi riservata. Dopo il ferimento i ragazzi oplontini si sarebbero velocemente allontanati in sella agli scooter e sarebbero tornati a casa.

LE INDAGINI

I 15enni erano stati portati in commissariato e la loro posizione era al vaglio degli inquirenti, vista l’età dei due il coordinamento delle indagini erano passato alla Procura dei Minori; sono stati ascoltati per tutta la giornata in presenza del pm, in serata è stato emesso il provvedimento, che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni. Le singole responsabilità dei due 15enni non sono ancora del tutto chiarite. Portati in commissariato poco prima dell’alba, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ma gli indizi a loro carico sono schiaccianti. Oggi sono detenuti in un carcere minorile con l’accusa di omicidio volontario, su decreto di fermo emesso dalla Procura per i Minorenni di Napoli. Adesso la Procura vuole capire se ci fossero altri complici. Vite sbandate che si infrangono a 15 anni contro le sbarre di una cella.