Focus Spezia – Napoli. Dominio azzurro e vergogna sugli spalti in una partita che dura solo un tempo

Focus Spezia – Napoli. Dominio azzurro e vergogna sugli spalti in una partita che dura solo un tempo

Ultima di campionato che il Napoli termina con una vittoria senza grosse difficoltà, contro lo Spezia già salvo e tranquillo. Finisce 3-0 una partita che dura solo un tempo, con le reti di Politano, Zielinski e Demme. Scontri tra tifoserie prima e durante la partita, sospesa per quasi quindci minuti. Esordio in A per Marfella.


LA SPEZIA – Termina la stagione del Napoli, con il suo marchio di fabbrica di questo campionato: la vittoria in trasferta. Al Picco, gli azzurri passano senza particolari difficoltà contro una squadra tranquilla in termini di classifica. Finisce 3-0 in un match che dura un solo tempo, durato quasi un’ora a causa dei vergognosi episodi registrati sugli spalti del Picco, che hanno costretto l’arbitro Marchetti a sospendere la gara per quasi quindici minuti. Prima della sosta forzata, il Napoli aveva fatto in tempo a portarsi in vantaggio con un bel sinistro di Politano, culmine di una bella azione personale (4′); dopo la pausa il Napoli chiude la contesa, con il primo gol del 2022 di Zielinski (25′) e il gol di Demme (36′) su delizioso invito di Petagna. Secondo tempo avaro di episodi di rilievo, con le due compagini che mirano a risparmiare le energie e a tenere tranquilli i focosi animi sugli spalti, in attesa del triplice fischio che sancisce la fine della stagione del Napoli, in Champions League già da qualche settimana, e dello Spezia, autore della seconda, miracolosa, salvezza consecutiva.

COSA E’ PIACIUTO
Primo tempo quasi monotematico, con il Napoli che fa quello che vuole, sia prima sia dopo l’interruzione. Certo, la complicità della difesa dello Spezia, oggi una barzelletta che fa ridere solo gli attaccanti azzurri, ha la sua rilevanza così come l’importanza, nel complesso, della partita, troppo vicina allo zero per essere approfondita con annotazioni tecniche. Restano le belle trame offensive che il Napoli riesce sempre a costruire, con tanto movimento senza palla che mette in crisi, fin dai primi minuti, la pseudo-fase difensiva della squadra di Motta, ormai in vacanza. Bella l’azione personale ed il sinistro di Politano; bella l’azione corale che porta al gol Demme; di rabbia il sinistro di Zielinski, al suo primo gol del suo nefasto 2022. Tutto bello, almeno nel campo, ma (come detto) fin troppo semplice.

Menzione per Faouzi Ghoulam, alla sua ultima partita ufficiale in maglia azzurra ed insignito, per l’occasione, della fascia di capitano. Gioca anche una buona partita, in spinta costante sull’out di sinistra, verrebbe da dire “come ai bei tempi”. Purtroppo per il terzino algerino, i bei tempi, almeno a Napoli, sono andati da un bel pezzo, ma resta il ricordo di un ottimo giocatore, che ha sacrificato le ginocchia alla causa partenopea e, con esse, la possibilità di una carriera diversa, sicuramente migliore. L’augurio e di recuperare, almeno in parte, il tempo perduto e ritagliarsi nuovi spazi con altre maglie e migliori fortune. A Napoli resta l’immagine di un calciatore che, con Sarri, era giunto al top della carriera, poi bruscamente interrotta dai gravissimi infortunii. Buona fortuna, Faouzi!

Non segna, ma Petagna contribuisce con la sua fisicità al consolidamento del risultato già nella prima frazione di gioco. Ci mette anche un tocco di fino per favorire il gol di Demme ma, nel complesso, il lavoro del centravanti va apprezzato soprattutto nel modo in cui difende palla, spalle alla porta, vincendo tutti o quasi tutti duelli corpo a corpo con i centrali spezini, Amian ed Erlic. Fa quello che deve e che può, anche se poco presente in fase di finalizzazione, con l’attenuante di non avere una batteria di trequartisti complementare al suo modo di giocare. Prestazione comunque dignitosa, da sufficienza, come la sua stagione, d’altra parte.

Nella partita degli addii di Insigne e Ghoulam (e chissà chi altri), va annotato l’esordio di Marfella, terzo portiere in rosa ed mandato in campo da Spalletti per assaporare il gusto di difendere i pali della porta azzurra. Il giovane portiere fa anche in tempo ad esibirsi nel suo primo intervento da portiere di Serie A.

COSA NON E’ PIACIUTO
In una partita che non contava nulla, in termini di classifica, hanno pensato le due tifoserie a dare spunti di riflessione, scrivendo l’ennesima, squallida pagina di malcostume calcistico italiano. Un quarto d’ora nel quale sugli spalti del Picco è successo di tutto: dai lanci reciproci di fumogeni ai tentativi di contatto tra le due fazioni, poi cori discriminatori, lancio di seggiolini divelti e altri oggetti, e un tentativo di invasione di campo. Una cornice da partita anni ’80 e un’altra pagina vergognosa del calcio italiano, rimasto per cultura calcistica a quei tempi. Non c’è tanto da riflettere ma solo da accettare, a malincuore, che il tifo calcistico italiano non ha mai fatto progressi.

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