Giornalista francese ucciso a Severodonetsk, distrutto sito ucraino con armi dall’Italia

Giornalista francese ucciso a Severodonetsk, distrutto sito ucraino con armi dall’Italia

NAZIONALE –Un giornalista francese è stato ucciso dopo che un’auto è stata colpita vicino a Severodonetsk. Lo ha dichiarato il governatore regionale


NAZIONALE –Un giornalista francese è stato ucciso dopo che un’auto è stata colpita vicino a Severodonetsk. Lo ha dichiarato il governatore regionale di Lugansk, Serhiy Gaidai, come riporta il Guardian.

“Oggi il nostro veicolo blindato di evacuazione – ha detto Gaidai – stava andando a prelevare 10 persone dalla zona ed è finito sotto il fuoco nemico. Le schegge delle granate hanno perforato la corazza dell’auto, una ferita mortale al collo è stata ricevuta da un giornalista francese accreditato che stava realizzando un servizio sull’evacuazione, un poliziotto di pattuglia è stato salvato da un elmetto”.   Secondo un tweet di Ukrainska Pravda, si tratterebbe di Frédéric Leclerc Imhoff, giornalista del canale francese Bfm-tv. La foto del suo accredito stampa rilasciato dal ministero della Difesa ucraino è stato pubblicato da diversi utenti social, ma non ci sono al momento conferme ufficiali. Oggi si trova a Kiev la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna.

Le forze russe hanno distrutto una postazione ucraina “dove i nazionalisti avevano posizionato artiglieria (howitzer) inviata dall’Italia”. Lo riferiscono le agenzie russe citando il ministero della Difesa di Mosca. I militari hanno pubblicato un video in cui si mostra una postazione nascosta tra gli alberi. “Il Ministero della Difesa della Russia ha pubblicato un video che mostra la distruzione di una postazione di obici di fabbricazione italiana forniti all’Ucraina”, ha dichiarato il Ministero in un commento alle immagini, come riporta la Tass. La posizione di tiro ucraina è stata scoperta dai sistemi di ricognizione dell’artiglieria e un’ulteriore ricognizione è stata condotta da un veicolo aereo senza pilota. Il registratore di dati del drone ha confermato che l’attacco di artiglieria ha eliminato “un plotone di artiglieri nazionalisti ucraini insieme agli obici italiani”, ha dichiarato il ministero. La Russia ha rubato all’Ucraina, esportandolo poi illegalmente per conto proprio, quasi mezzo milione di tonnellate di grano. Lo ha annunciato il viceministro per le politiche agrarie e l’alimentazione Taras Vysotskyi, come riferisce un corrispondente di Ukrinform. “Ci sono prove da tutte le regioni temporaneamente occupate: Cherson, Zaporizhia, Luhansk, Donetsk e Kharkiv. Il carico viene portato in Russia, principalmente da Kharkiv, Donetsk, Lugansk o attraverso la Crimea”, ha detto Vysotskyi. Gli invasori inizialmente hanno cercato di vendere grano rubato in Egitto e Libano, che però non hanno accettato di acquistare.

Più di 1 milione e 550 mila rifugiati sono arrivati sul territorio della Federazione dalle (autoproclamate) repubbliche di Donetsk e Lungansk e dall’Ucraina. Lo ha dichiarato oggi una fonte delle forze dell’ordine all’agenzia russa Tass. “Secondo gli ultimi rapporti, oltre 1 milione e 550 mila persone sono arrivate in Russia dall’Ucraina e dalle repubbliche del Donbass, tra cui più di 254.000 bambini”, ha affermato la fonte, aggiungendo che la maggior parte delle persone è arrivata dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

La prima nave da carico lascerà oggi il porto di Mariupol dopo due mesi di blocco. Lo riferisce il canale televisivo Rossiya-24 citato dall’agenzia russa Interfax. “Oggi, finalmente, partirà la prima nave da carico dopo due mesi. Le autorità sono in difficoltà, poiché i combattenti dei battaglioni nazionalisti in ritirata hanno praticamente raso al suolo l’infrastruttura con il fuoco dei lanciagranate”, ha detto un corrispondente del canale. “Il ripristino di tutte le infrastrutture portuali è l’obiettivo primario per ora”, ha aggiunto.

Una forte esplosione è stata sentita questa mattina nel centro della città ucraina orientale di Melitopol, il fumo nero si è diffuso nella zona. Lo ha riferito Vladimir Rogov, membro del consiglio principale dell’amministrazione militare-civile della regione di Zaporizhzhia, citato dall’agenzia russa Ria Novosti. Rogov ha sostenuto che dietro l’esplosione c’è un gruppo ucraino di sabotaggio.

Le forze russe sono avanzate verso il centro della città dell’Ucraina orientale di Severodonetsk: “I russi stanno avanzando verso il centro della città. I combattimenti continuano, la situazione è molto difficile”. Lo rende noto su Telegram Sergei Gaidai, capo della regione di Lugansk. Gaidai aggiunge che i “soldati russi uccisi non vengono portati via, l’odore di decomposizione ha riempito la zona”. “La nostra priorità assoluta è la liberazione delle regioni di Donetsk e Lugansk, che ora sono riconosciute dalla Federazione Russa come Stati indipendenti. Il nostro obiettivo è ovviamente spingere l’esercito e i battaglioni ucraini fuori da queste regioni”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un’intervista all’emittente francese Tfi, citato dalla Cnn. Alla domanda se la Russia intende annettere i territori del Donbass, Lavrov ha risposto: “Non si tratta di annessione. Si tratta di un’operazione militare richiesta dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk”.

Erdogan ha annunciato che oggi intende telefonare a Putin e a Zelensky per invitarli a “utilizzare tutti i canali del dialogo e della diplomazia” per fermare la guerra. La Russia non crede che le porte per la ripresa del dialogo con l’Occidente siano chiuse, afferma Lavrov. Il presidente ucraino intanto visita le truppe al fronte a Kharkiv e ammette che “le condizioni nel Donbass sono indescrivibilmente difficili”. Gli ambasciatori dei paesi Ue si riuniranno stamani per un ultimo tentativo di trovare l’intesa sull’embargo al petrolio russo, prima dell’avvio nel pomeriggio dei lavori del Consiglio europeo straordinario. Ieri nuova fumata nera per il no di Orban, nonostante l’esenzione per l’oleodotto che porta greggio all’Ungheria. L’unità europea “ha iniziato a sgretolarsi”, commenta la Germania. “Un colpo irreparabile all’Italia”: a minacciarlo per oggi sono gli hacker filorussi del collettivo Killnet, dopo gli attacchi delle ultime settimane su cui indaga la Procura di Roma. Il team di risposta dell’Agenzia di cybersicurezza nazionale dirama un alert per “possibili attacchi imminenti a soggetti nazionali pubblici o privati che erogano un servizio di pubblica utilità”.