Investire in Pir è la scelta giusta? Novità, caratteristiche e rischi di questo strumento di risparmio

Investire in Pir è la scelta giusta? Novità, caratteristiche e rischi di questo strumento di risparmio

Una forma di investimento caratterizzata da un regime fiscale di favore, di cui possono beneficiare le persone fisiche residenti in Italia, le Casse di previdenza e i Fondi pensione


Pubblicata la circolare con cui le Entrate forniscono indicazioni sulla nuova disciplina dei Piani di risparmio a lungo termine, in seguito alle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2022, tra i chiarimenti forniti, l’Agenzia illustra le novità in materia di innalzamento della soglia dei limiti di investimento nei PIR ordinari e chiarisce con esempi pratici di facile comprensione come comportarsi in caso di piani di risparmio attivati sotto la precedente disciplina. La nuova soglia di investimento complessivo di 200mila euro si applica a tutti i PIR ordinari indipendentemente dalla data di costituzione, con il massimale annuo che sale a 40mila euro a partire dal 2022, mentre la deroga al principio di unicità prevista per i PIR alternativi non comporta la possibilità di cointestare un piano di risparmio.

Ma cosa sono i PIR? Si tratta di una forma di investimento caratterizzata da un regime fiscale di favore, di cui possono beneficiare le persone fisiche residenti in Italia, le Casse di previdenza e i Fondi pensione. I redditi generati da questi prodotti non sono tassati come redditi di capitale e redditi diversi di natura finanziaria e non sono soggetti all’imposta di successione. Con questo strumento infatti il legislatore ha voluto favorire la canalizzazione del risparmio delle famiglie verso investimenti in imprese industriali e commerciali italiane ed europee radicate in Italia. L’obiettivo è appunto quello di indirizzare il risparmio verso le piccole e medie imprese italiane con il risultato di stimolare l’economia nazionale.

PIR, TUTTI I RISCHI

In realtà, la situazione è più complicata di quello che si possa pensare. Stando ad un’analisi fatta da Moneyfarm, noto consulente finanziario indipendente, ci sono dei rischi che rendono i PIR la scelta non esattamente consigliabile. Innanzitutto, non offrono diversificazione geografica dell’investimento esponendo di fatto i vostri risparmi ai rischi del sistema Italia. A questo si unisce il rischio specifico generato dalla presenza nel portafoglio di strumenti emessi da imprese italiane a piccola e media capitalizzazione, molto volatili e poco liquidi. Inoltre, la varietà di forme giuridiche con cui i PIR possono essere offerti apre la possibilità a strutture di costo poco trasparenti. Ad ogni modo, ciò che conta è comprendere la natura complessa dello strumento, i suoi vincoli e di conseguenza allocare in esso solo una parte del proprio risparmio.