Mazzette a funzionari Inps, sequestrate 3 agenzie di recupero crediti: coinvolto anche un napoletano

Mazzette a funzionari Inps, sequestrate 3 agenzie di recupero crediti: coinvolto anche un napoletano

“Alcuni pubblici dipendenti offrivano i propri servizi a dei privati ricevendo pagamenti in denaro, in base ad un vero e proprio tariffario, con mercimonio della funzione pubblica”, ha detto il generale Quintavalle Cecere


PALERMO/MESSINA/RICCIONE/NAPOLI – Gli ispettori dell’Inps hanno segnalato alcune interrogazioni irregolari nel loro sistema. Così è nata un’inchiesta del nucleo di polizia economica finanziaria di Palermo, coordinata dalla procura del capoluogo siciliano: i titolari di due agenzie di recupero crediti (di Palermo e Riccione) avrebbero potuto contare sui servizi di un dipendente palermitano dell’istituto di previdenza, per verificare la posizione di alcune persone. Dopo la sua sospensione sarebbero entrati in azione altri due impiegati, di Napoli e Quartu Sant’Elena, oggi pure loro sotto pure inchiesta. Nel primo caso, vengono ipotizzate mazzette per 17 mila euro.

L’inchiesta del Gruppo tutela spesa pubblica ha portato al sequestro di tre aziende: la Toke Credit di Palermo, la Legal Promo srl di Riccione e la Adr group di Messina. Gli indagati sono in totale 16, tra persone fisiche e giuridiche, il pool coordinato dal procuratore aggiunto Sergio Demontis contesta i reati di associazione per delinquere, corruzione, accesso abusivo alle banche dati, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, nonché responsabilità amministrativa degli Enti dipendente dagli anzidetti reati. Grazie anche alle segnalazioni effettuati dalla struttura di Audit dell’Inps, sono stati ricostruiti circa 6.000 possibili accessi abusivi effettuati dal funzionario palermitano nei confronti di oltre 800 nominativi.

Dice il generale Antonio Quintavalle Cecere, comandante provinciale della Guardia di finanza di Palermo: “Le indagini svolte dalle Fiamme gialle di Palermo, con la fattiva collaborazione dell’Inps, hanno dimostrato che alcuni pubblici dipendenti offrivano i propri servizi a dei privati ricevendo pagamenti in denaro, in base ad un vero e proprio tariffario, con mercimonio della funzione pubblica. L’aspetto che più preoccupa è che purtroppo le vicende corruttive sono risultate particolarmente diffuse, interessando varie aree del territorio nazionale. Tuttavia l’azione preventiva di controllo interno dell’Inps e quella repressiva della Guardia di finanza hanno dimostrato ancora una volta l’efficienza della squadra Stato”.

Il meccanismo architettato dagli indagati è andato avanti per un certo periodo. Poi, il sistema dei controlli interni ha fatto scattare l’alert. “Questa attività di indagine rappresenta una concreta forma di contrasto alle insidiose manifestazioni della criminalità economica, particolarmente difficile da individuare alla luce della sovrapposizione tra attività legali e illegali – dice il colonnello Gianluca Angelini, il comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo – . Fenomeni illeciti che producono anche un danno rilevante per la collettività potendo incrinare il rapporto di fiducia nei confronti delle Istituzioni che detengono dati sensibili e determinando, inoltre, benefici concorrenziali sleali che alterano le regole del mercato”.

FONTE: REPUBBLICA.IT