Napoli, donna stalkerizzata da due anni da detenuto a Secondigliano

Napoli, donna stalkerizzata da due anni da detenuto a Secondigliano

La vittima: “Lotto da tre anni e sono allo stremo delle forze. Ho sempre denunciato ma non mi sento tutelata dallo Stato”


NAPOLI – “Bisogna mantenere massima attenzione sul caso inquietante di Loredana, vittima di stalking ad opera di un personaggio attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano. Nonostante la detenzione da oltre due anni l’aguzzino riesce ad avere accesso ai social e al cellulare inviando minacce e insulti con la promessa che, una volta uscito, si ripresenterà a casa da lei. Una situazione insostenibile che si protrae nonostante gli incontri avuti con la direttrice del carcere, la Polizia Postale e le tantissime denunce regolarmente presentate dalla vittima. Trovo assurdo che non si riesca a proteggere Loredana da questo incubo. Adesso anche sua figlia maggiore è entrata nel mirino dello stalker e la preoccupazione cresce anche per una rete di connivenze esterne che aiutano il detenuto in quest’opera di demolizione della vita di una donna. Servono risposte immediate per dare un segnale concreto della presenza dello Stato che aiuta le persone oneste che denunciano e meritano tutela”. Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, e del conduttore radiofonico, Gianni Simioli, dopo le nuove minacce ricevute dalla vittima.

“Niente è cambiato, da due anni subisco minacce che regolarmente denuncio ma nessuno fa nulla – dichiara Loredana, vittima delle minacce reiterate da parte di un detenuto che aveva conosciuto tre anni fa ignorando il suo status di pregiudicato – “Continuano ad arrivare telefonate notturne a tutte le ore, ha accesso ai social e mette su fb le foto con il mio indirizzo di casa. Arrivano lettere minatorie anche nei confronti di mia figlia maggiore. Ha chiesto di scontare gli arresti domiciliari e il trasferimento in Calabria, ma ho paura perché ho scoperto che già in passato è evaso dai domiciliari.  Dopo oltre trenta denunce fatte la mia salute psicofisica vacilla. Trascorro i giorni tra caserme, commissariati, il lavoro e le mie figlie. E stiamo nell’eterno timore che esca e faccia qualcosa di brutto a tutte noi. Chiedo misure di sicurezza efficaci. Come fa a farmi arrivare lettere dal carcere? Come fa ad avere sempre telefonini visto che già una volta gliene hanno sequestrato uno in carcere?”

COMUNICATO STAMPA