Paura in Guardia Medica a Melito, dottore aggredito da paziente: “Può un certificato valere più della vita?”

Paura in Guardia Medica a Melito, dottore aggredito da paziente: “Può un certificato valere più della vita?”

“L’uomo aveva già chiesto 30-40 giorni di malattia INPS negli ultimi mesi e quindi gliel’ho negato. A quel punto ha iniziato a insultarmi, minacciarmi e infine colpirmi”


MELITO – Gli appartenenti al personale medico-sanitario, soprattutto nel settore pubblico, si sa, molto spesso si trovano ad avere a che fare con persone senza rispetto per la loro professione, che talvolta rappresentano un vero e proprio pericolo per questi lavoratori. E’ stato questo il caso di Antonio Manzo, Medico titolare di Continuità Assistenziale del presidio di Melito, Distretto 40 ASL Napoli 2 Nord. A raccontare lo spiacevole episodio l’Associazione Medici Senza Carriere.

Medico aggredito a Melito, la lettera a Medici Senza Carriere

“Alle 20.00 in punto si presenta il signor Festa Alessandro, oramai persona notissima in Guardia Medica a Melito. Infatti, giorno più giorno meno, avrà chiesto 30-40 giorni di malattia INPS negli ultimi mesi. La cosa pesa molto al gruppo dei medici della C.A. di Melito, ma in un modo o nell’altro il Festa aveva sempre ottenuto il suo scopo. Questa sera, ripeto, si presenta in guardia alle 20.00 in punto. Chiede la solita giornata di malattia ma io gliela nego, poiché non è un turnista, poiché è mercoledì e, infine, poiché il suo mmg (Stefano Gison) avrebbe dovuto fargli questo certificato.

Lui come sempre inizia a descrivere Gison come uno sfaccendato irreperibile (oramai lo descrive così da mesi a tutti i colleghi), ma io credo invece che il collega sia stufo di essere complice in questa cronica richiesta di certificati di malattia per lombalgia (come stasera) o per altre ragioni. Al mio ripetuto diniego, il Festa, davanti alla moglie e a diversi altri pazienti in attesa, comincia ad insultarmi e ad alzare la scrivania come per spingerla contro di me. Comincia a impossessarsi anche del registro allorquando io inizio a riprendere tutto col mio cellulare. Dopo più o meno un minuto, afferra il mio cellulare e lo scaglia con violenza a terra fuori dalla stanza della guardia medica. Lo riprende e lo scaglia di nuovo a terra schiacciandolo persino coi piedi. Poi lo riprende e io lo inseguo fino al ciglio della strada per riprendere il mio cellulare dalle sue mani. Lui lo lancia a terra alle mie spalle. Io mi giro e faccio per raccoglierlo da terra allorquando lui, borbottando di volermi ammazzare, viene alle mie spalle e mi colpisce dietro la testa violentemente con un corpo contundente.

A quel punto sento gocciolare il mio sangue dalla testa alle spalle, mi chiedo se sarà un semplice taglio al cuoio capelluto oppure un colpo mortale che dopo un po’ mi vedrà accasciarmi senza vita. Per fortuna era esatta la prima ipotesi… Gli altri pazienti allibiti, testimoni, gentili nel soccorrermi. Arriva il 118 e poi i Carabinieri. Racconto tutto e poi vengo portato dall’ambulanza al pronto soccorso di Giugliano. Chi anche c’è al pronto soccorso? Il Festa con la moglie che, a detta degli astanti, si son fatti refertare poiché aggrediti da un medico di guardia a Melito!!! Finisco con 10 giorni di prognosi, un i-phone da mille euro (a rate) distrutto e tanta amarezza…”.

La denuncia dell’Associazione

Il presidio di Melito era stato già attenzionato alle Istituzioni e alle forze dell’ordine l’8 maggio del 2021 per un’aggressione al Dr. Salvatore Caiazza, medico che svolgeva il turno dalle 20 alle 8, fortunatamente solo verbalmente. Ignorare un episodio che non ha portato gravi conseguenze, ha l’alta probabilità che l’episodio si ripeta con ripercussioni che possono essere anche tragiche.

Dopo l’episodio dell’8 maggio 2021, come spiega l’Associazione, erano state chieste misure di sicurezza per il presidio di Melito all’Distretto e all’intera Azienda, così come era stato chiesto un intervento incisivo dell’Ordine dei Medici-Chirurghi della Provincia di Napoli, ma anche un semplice cartello informativo sulle regole della Continuità Assistenziale, da affiggere all’ingresso del presidio di Melito, è stato negato. La Continuità Assistenziale è il servizio più esposto alle aggressioni e, a parte le tante chiacchiere e passerelle, nulla è stato fatto per mettere in sicurezza i medici che esercitano tale servizio. I certificati telematici di malattia sono spesso l’oggetto di conflitto medico-paziente, anche negli studi di medicina di famiglia, anche per le omissioni/rifiuti da parte dei medici ospedalieri, quando i pazienti si recano in Pronto Soccorso o vengono dimessi da un reparto. Le Istituzioni, tutte, l’Autorita’ Giudiziaria prendano dei provvedimenti immediati. Il Sig. Festa, fatti i dovuti accertamenti del caso, venga processato per direttissima! Il legislatore rivaluti la proposta di legge, per ora bocciata, che normi ogni medico come Pubblico Ufficiale. I certificati telematici di malattia siano su base autocertificativa come nel resto d’Europa.

I presidi di Continuità Assistenziale siano dotati di personale di sorveglianza, o, alla luce dell’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della Medicina Generale, i medici di CA lavorino nelle ore diurne insieme ai medici di famiglia. “Non possiamo aspettare che un medico muoia per avere giustizia! Non è giusto che un medico possa morire per un certificato di malattia!”, conclude l’Associazione.

Le dichiarazioni del medico a Il Meridiano News

Parlando con la nostra redazione in merito all’accaduto, Antonio Manco ha dichiarato di avere “solo sentimenti di paura e tristezza, attualmente. Oggi ti spaccano la testa e pensano anche di poter andare all’ ospedale facendosi refertare dicendo di essere stati aggrediti, quando in realtà è l’esatto opposto”.