Picchiato dal branco a Marano, il racconto da brividi della mamma della vittima: “L’episodio faccia rumore”

Picchiato dal branco a Marano, il racconto da brividi della mamma della vittima: “L’episodio faccia rumore”

“Stavano insultando un amico di mio figlio per il suo orientamento sessuale. Quando lui ha deciso di intromettersi è accaduto il peggio”…


MARANO – Oggi giorno, dopo anni di lotte da parte di coloro che ne hanno sofferto e che ne hanno fatto quasi uno scopo di vita, l’informazione sul bullismo e sulla discriminazione, che sia essa relativa alla razza, al genere o all’orientamento sessuale, è così progredita che episodi relativi a quest’ambito sono completamente intollerabili. Ed è proprio per questo motivo che, nelle ultime ore, sta facendo letteralmente scalpore un episodio raccontato dalla madre dello sfortunato protagonista che lo ha vissuto. Il tutto è accaduto a Marano, nella villa comunale.

Aggressione di gruppo a Marano, il racconto da brividi della mamma della vittima

“Vorrei condividere con voi quello che è capitato a mio figlio di 17 anni – scrive Cira, la madre della vittima – Sabato intorno alle 20 a Marano nella villa comunale Ciaurro nei pressi del cimitero, mio figlio era in compagnia dei suoi amici, 5 o 6 tra ragazzi e ragazze, quando si avvicina a loro un gruppo di ragazzini tra i 12 e i 13 anni e iniziano a prendere in giro l’amico di mio figlio. Loro non reagiscono agli insulti e il gruppo di ragazzini si allontana ritornando con altri 10 più grandi tra i 15 e i 16 anni con la chiara intenzione di picchiare l’amico di mio figlio, prendendolo di mira con insulti a sfondo discriminatorio per l’orientamento sessuale. Il ragazzo intimidito non reagisce e mio figlio si intromette cercando di farli calmare, ma a loro questa reazione ha dato fastidio. A quel punto tutti e 20 cominciano a picchiare mio figlio riempiendolo di calci pugni, intimando agli altri suoi amici di non intervenire, o avrebbero fatto la sua stessa fine.
Mio figlio non ha reagito, ha pensato che se avesse fatto del male a qualcuno di loro per lui sarebbe stato peggio, ha cercato solo di difendersi il viso e la testa, e nello spingere uno di loro è caduto a terra. A quel punto il branco ha continuato a tirargli calci e pugni, mentre gli amici guardavano lo scempio cercando di chiamare i carabinieri che non rispondevano al telefono. A un certo punto finalmente lo scempio finisce. […] I carabinieri sono arrivati circa mezz’ora dopo. L’ho portato in ospedale a Giugliano dove gli hanno diagnosticato un trauma cranico e la frattura del naso. Lì è stato ricoverato 24 ore, gli hanno dato 21 giorni di riposo e poi il controllo. Oggi mi sento meglio, ma fino a ieri sera non riuscivo a togliermi dagli occhi quella scena. Ringrazio il signore perché siamo stati fortunati, ma se qualcuno conoscesse un modo per fare molto rumore per non far continuare questo scempio, gliene sarei grata”.

I commenti sul web

Dopo il post sono stati decine i commenti da parte di genitori, ma anche semplici conoscenti o concittadini, a sostegno di quanto accaduto al povero ragazzo. Tutti concordano sulla necessità di condannare simili episodi, e sull’importanza della divulgazione degli stessi quando accadono. I carnefici, si spera, dovranno essere presto identificati e dovranno essere costretti a pagare per quanto fatto.