Terremoto in municipio nel napoletano: comune sciolto per camorra

Terremoto in municipio nel napoletano: comune sciolto per camorra

Il SIndaco: “Faremo valere questa e tante altre fondate ragioni dinanzi al T.A.R. dove cercheremo di ripristinare la Verità”


SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Per la terza volta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche il comune di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. Già in passato, nel 1993 e nel 2009, venne sciolto per gli stessi identici motivi. Termina così con un anno d’anticipo il mandato di Vincenzo Catapano, eletto nel 2018 a capo di una serie di liste civiche ma da sempre considerato uomo forte della Lega di Matteo Salvini in Campania. Ora il decreto firmato dal Consiglio dei Ministri passa al Presidente della Repubblica per la firma finale, poi si attenderà il nome del commissario prefettizio che guiderà il comune a nuove elezioni.

Il sindaco Catapano non ci sta, e poco dopo l’ufficializzazione dello scioglimento del consiglio comunale prende le distanze dalla decisione del Governo e ribadisce che “per noi parlano anni di lotta chiara ed aperta alla criminalità organizzata, per noi parlano i comizi in cui personalmente affermai che non avremmo mai chiesto e mai voluto i voti della camorra, per noi parlano chiaro le denunce fatte all’Autorità Giudiziarie ed alla D.D.A. competente nei confronti di diversi elementi collegati ed appartenenti alla criminalità organizzata locale”, ha spiegato in una nota. Il sindaco rivendica un ruolo forte nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio di San Giuseppe Vesuviano, e così annuncia anche che “faremo valere questa e tante altre fondate ragioni dinanzi al Tar, dove cercheremo di ripristinare la verità”.

LA NOTA DEL SINDACO

Un’ora fa il Consiglio dei Ministri ha sciolto il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano per infiltrazioni camorristiche.
Viene affermato che l’azione dell’amministrazione da me guidata sarebbe stata permeabile alla criminalità organizzata. Riteniamo che ciò non risponda al vero e che rappresenti una insopportabile ingiustizia.

Per noi parlano anni di lotta chiara ed aperta alla criminalità organizzata, per noi parlano i comizi in cui personalmente affermai che non avremmo mai chiesto e mai voluto i voti della camorra, per noi parlano chiaro le denunce fatte all’Autorità Giudiziarie ed alla D.D.A. competente nei confronti di diversi elementi collegati ed appartenenti alla criminalità organizzata locale ; per me parla chiaro l’essere stato testimone della Pubblica Accusa in un processo di criminalità organizzata; per noi parla chiara l’azione di tutti questi anni in cui abbiamo promosso decine di iniziative contro la camorra, ospitando anche il Procuratore Nazionale Antimafia e diversi Magistrati ed in cui ci siamo sempre costituiti parte civile in tutti i processi per associazione a delinquere, per noi parla chiaro l’aver profuso ogni sforzo per restituire alla città un bene confiscato alla criminalità organizzata ed aver dedicato una piazza a Falcone e Borsellino vittime della mafia, per sensibilizzare i nostri figli alla legalità, ma soprattutto e più di tutto per noi parla la nostra azione amministrativa, che rivendichiamo pulita, trasparente, onesta ed in contrasto alla criminalità organizzata.

Faremo valere questa e tante altre fondate ragioni dinanzi al T.A.R. dove cercheremo di ripristinare la Verità.

Non è solo un dovere che avvertiamo nei confronti di un’intera comunità , che viene mortificata da un provvedimento ingiusto e non aderente alla realtà, ma è un ricorso che facciamo alla GIUSTIZIA per ottenere un provvedimento che ripristini la verità e dimostri la correttezza della nostra amministrazione, che dobbiamo a noi, all’onore della nostra città ed all’onore dei nostri figli.