Focus Napoli-Adana. I turchi di rigore, gli azzurri con Lozano. Pareggio nel primo match del Patini

Focus Napoli-Adana. I turchi di rigore, gli azzurri con Lozano. Pareggio nel primo match del Patini

Finisce in parità il primo appuntamento a Castel di Sangro, tra Napoli e l’Adana guidato da Montella e Balotelli. Tutto nella ripresa: A Lozano risponde Balotelli su rigore; un altro penalty di Sari porta in vantaggio i turchi, un’autogol fissa il 2-2 finale. Esordio per Mathias Olivera. In tribuna Kim Min Jae, neo-acquisto partenopeo. Prossima partita contro il Mallorca, il 31 Luglio.


CASTEL DI SANGRO – Difficile fare un’analisi precisa di una partita come quella del Patini, tra Napoli ed Adana, condizionata fortemente dai pesanti carichi di lavoro a cui i ragazzi di Spalletti sono stati sottoposti  e dalle condizioni climatiche che hanno, indubbiamente, la loro incidenza su una partita di calcio giocata a fine Luglio.

Resterà deluso chi si aspettava un Napoli molto più avanti rispetto a quello lasciato a Dimaro, vittorio contro il Perugia: la verità è che questa squadra deve carburare non solo sotto il profilo atletico ma anche trovare la quadra sotto il profilo tecnico-tattico.

Il pareggio contro i turchi dell’Adana, allenata da Montella e tra le cui fila militano calciatori di buon blasone come Balotelli e l’ex-azzurro Inler è stato un ottimo banco di prova per testare il livello attuale della squadra ed un indicatore per Spalletti per capire come e con chi dovrà delinearsi il nuovo Napoli 2022-2023.

La partita non è stata un inno allo spettacolo, anzi, a lunghi tratti anche abbastanza noiosa, ma non era possibile chiedere di più a questo punto della preparazione. Per l’occasione, mister Spalletti ha “miscelato” il Napoli, tra potenziali titolari e riserve in modo da rendere omogenea la squadra per tutti i novanta minuti di gioco, nel tentativo di non snaturala totalmente, con il passare dei minuti e l’incedere delle sostituzioni.

Finisce 2-2, dopo un primo tempo non esaltante, senza reti e poche occasioni ed un secondo tempo più movimentato, caratterizzato dalle quattro marcature. Lozano la sblocca, su assist di Kvaratshkelia, poi la rimonta dell’Adana, prima con un rigore di Balotelli, bissando con un’altro penalty, stavolta siglato da Sari; l’autogol di Cokcalis, in pieno recupero su tiro di Lozano fissa il pari finale.

Poca importanza per il punteggio, ma l’idea che trasmette questa partita è che il Napoli può partire da una conferma, quella di Kvaratshkelia, ancora una volta tra i migliori in campo, l’unico, sicuramente, in grado di quel cambio di passo che nessun altro, attualmente, sembra avere. Non segna, ma fa segnare e, comunque, tutti bagliori nel buio di questo Napoli nascono dai suoi piedi. Il ragazzo è già in forma e pronto per misurarsi in partite vere contro avversari più probanti.

Finalmente, Lozano compare sul tabellino marcatori, unico tra gli attaccanti a non aver segnato nelle prime due amichevoli. Contro l’Adana il messicano si rifà con gli interessi, segnando un gol e “mezzo”, causando l’autorete di Cokcalis. Importante non solo per questioni numeriche, ma soprattutto per il morale di questo ragazzo che, a Napoli, ancora deve far vedere di che pasta è fatto. Poca roba l’ultima stagione, lui che, potenzialmente, avrebbe almeno 12-15 a stagione e che, più volte, è sembrato penalizzato più dalla sua posizione in campo che da demeriti propri.

Brillano gli attaccanti esterni, ma le punte centrali, Osimhen nel primo tempo, Ambrosino nel secondo riescono quasi mai ad impensierire la difesa dell’Adana. Il nigeriano ci mette la solita foga agonistica, corre, pressa e lotta ma poco altro. Il centrocampo imbastito da Spalletti nel primo tempo, con Gaetano play-maker e la coppia da battaglia Demme-Anguissa, con Elmas largo a sinistra lasciano il numero nove troppo isolato in avanti e ben controllato dalla difesa avversario, che gli da pochi agi per sfuggire al controllo e partire in velocità.

Meglio Fabian nella ripresa, come interno destro, accompagnato da Lobotka che, verosimilmente, sarà uno dei pochissimi “intoccabili” del 433 spallettiano, per caratteristiche di gioco e velocità di pensiero. Meno bene Zielinski, che da interno sinistro, ruolo già ricoperto in passato, conferma di essere ancora indietro rispetto agli altri ed il presagio dell’ennesima stagione nella quale si attende la sua definitiva consacrazione. Nel frattempo, lo aspettiamo e ci aspettiamo qualcosa di più già contro il Mallorca.

Ci si aspetta qualcosa in più anche dal reparto difensivo, che non convince del tutto. C’era attesa per il debutto da titolare di Ostigard e l’ex-Brighton fino all’ingenuità che innesca l’azione del primo penalty per l’Adana non era dispiaciuto. Purtroppo certe distrazioni si pagano e, per fortuna, le amichevoli estive si giocano anche per poter sbagliare “in tranquillità”. Curiosità anche per Mathias Olivera, all’esordio in maglia azzurra: purtroppo per lui, l’unica nota di rilievo è il secondo penalty causato. Per lui, come per Ostigard due macchie che non fanno curriculum, con l’attenuante di un infortunio ancora da metabolizzare ed un intesa di reparto tutta da costruire. Nel frattempo, Mario Rui e Di Lorenzo, autori di una buona prestazione, restano i padroni delle corsie laterali, sotto gli occhi di Kim Min Jae, lo spettatore più atteso al Patini, pronto a raccogliere la pesante eredità di Koulibaly.

 

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