Napoli, Manfredi attacca Adl: “Paghi gli arretrati dello stadio”. Buco da 4 milioni di euro

Napoli, Manfredi attacca Adl: “Paghi gli arretrati dello stadio”. Buco da 4 milioni di euro

In maggioranza tutti sono d’accordo: “Nessuno sconto a De Laurentiis, deve pagare tutto”


NAPOLI – C’è ancora vecchia ruggine tra il Comune di Napoli e la società sportiva calcio Napoli. Il comune chiede gli arretrati per l’affitto del San Paolo ed il patron degli azzurri sembra fare orecchi da mercante. Intanto il debito si aggrava ancora di più ed al momento ha raggiunto la cifra di 4 milioni di euro.

L’ennesimo strappo, secondo quanto riportato da Il Mattino,  è emerso ieri durante un sopralluogo della commissione Sport allo stadio Maradona. «Ritengo assolutamente ingiustificato il comportamento del patron del Napoli che non paga il canone al Comune – ha tuonato il presidente della commissione Gennaro Esposito. La somma con gli importi dovuti fino a questa stagione ormai si aggira intorno ai 4 milioni di euro. Il sindaco, che tra l’altro ha la delega sullo stadio, ha il dovere di pretendere il pagamento a tutela degli interessi pubblici. Penso che proprio sullo stadio sia necessario dare un segno di discontinuità con la passata giunta, non possiamo tollerare un simile grave inadempimento quando poi dalle famiglie napoletane imponiamo un incremento dell’addizionale Irpef».

Come stanno le cose? Dal giorno in cui è andata in vigore la nuova convenzione per la gestione dello stadio, approvata dall’assemblea cittadina il 17 ottobre 2019 (il sindaco era Luigi de Magistris), la società ha versato ben poco rispetto al canone dovuto per l’utilizzo dell’impianto, che è di 1.019.201,27 euro all’anno. Questo ha portato il club a maturare un debito con il Comune, afferente a quota parte della stagione agonistica 2018-2019 e della stagione 2019-2020, e integralmente delle ultime due 2020-2021 e 2021-2022, pari a 3 milioni e 409mila euro. È scattata così nell’aprile del 2021 la diffida e la costituzione in mora della società.

Il club dal canto suo ha chiesto di rinegoziare, alla luce del decreto Rilancio del 2020, il canone per le stagioni 2019-2020 (da marzo a giugno), e delle stagioni 20-21 e 21-22 poiché gli incassi da botteghino sono stati limitati dall’emergenza Covid. Ma non tutti sono d’accordo. Sul piede di guerra l’ex assessore allo Sport, oggi consigliere comunale di maggioranza del M5S Ciro Borriello: «Il Napoli è società estremamente lucrativa, perché produce utili e interessi milionari. Dunque deve pagare per l’uso dello stadio Maradona, che tra l’altro è stato rifatto con fondi pubblici e non con investimenti privati che pure spesso il presidente ha paventato anni addietro. Deve pagare il giusto, ovvero quello che è previsto nell’atto di convenzione definito dal Consiglio comunale».

Secondo l’ex assessore sarebbe sbagliato ragionare su una scontistica dei canoni causa Covid: «Un’azienda con la Ssc Napoli firmando la convenzione accetta il rischio di impresa. Allora se un domani i tifosi non andassero allo stadio ci chiederebbero un altro sconto?». Il contrario di quanto sta accadendo a Palazzo San Giacomo, dove è in corso un’istruttoria per riconoscere una riduzione del canone: «Il confronto con la Società calcio Napoli fanno sapere dal Municipio – sta proseguendo per trovare un accordo sul pregresso da pagare». Già nei prossimi giorni potrebbe esserci un nuovo incontro tra le parti a piazza Municipio. Anche Nino Simeone, presidente della commissione Infrastrutture, ha chiesto chiarimenti al sindaco attraverso una nota: «Un tale atteggiamento dice – è uno schiaffo in piena faccia a quanti pagano regolarmente tutto, anche l’aria che respirano. Adesso il tempo è scaduto. A Palazzo San Giacomo dimostrassero, una volta è per tutte, di avere gli attributi. Per quanto riguarda il Napoli cominciassero a rispettare la convenzione. Nella prossima stagione calcistica, elargiamo i biglietti gratuiti alle scolaresche e alle associazioni che si occupano di disagio minorile, altrimenti riprendiamoci un settore dello stadio e dedichiamolo soltanto ai ragazzi».

Fonte Il Mattino