Omicidio Angelo Vassallo, 9 indagati: 3 Carabinieri, 4 imprenditori e 2 camorristi

Omicidio Angelo Vassallo, 9 indagati: 3 Carabinieri, 4 imprenditori e 2 camorristi

Secondo gli inquirenti, sarebbe stato ucciso perché era venuto a conoscenza di un traffico di droga che girava attorno al porto turistico di Acciaroli e stava per rivelarlo


CAMPANIA – Dopo dodici anni le indagini per l’omicidio di Angelo Vassallo sembrano aver raggiunto un punto di svolta: omicidio e associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti, che in queste ore hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di nove indagati a vario titolo. Si tratta di tre carabinieri, quattro imprenditori e due esponenti di un clan camorristico: secondo gli inquirenti, Angelo Vassallo sarebbe stato ucciso perché era venuto a conoscenza di un traffico di droga che girava attorno al porto turistico di Acciaroli e stava per rivelarlo.

In particolare, i ruoli avuti dai nove in questa vicenda sarebbero diversi: nel decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Salerno, si evince che ad essere indagati per traffico di droga sarebbero i quattro imprenditori ed i tre carabinieri, con quest’ultimi indagati anche, assieme ad uno degli imprenditori e a due esponenti di un clan camorristico locale, per l’omicidio del sindaco Vassallo. I due apparterrebbero al clan camorristico dei Loreto-Ridosso, attivo in particolar modo a Scafati.

L’omicidio il 5 settembre 2010

L’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica eletto con il Partito Democratico, avvenne la sera del 5 settembre 2010, mentre stava rientrando nella sua casa ad Acciaroli, frazione del comune di Pollica. Verso le 22.15 circa, ignori esplosero nove colpi di pistola, sette dei quali a segno e che non gli lasciarono scampo. Fin da subito si seguì la pista dell’omicidio da parte di clan di camorra: in particolare, si iniziò immediatamente a pensare ad un collegamento con le azioni svolte da Vassallo a tutela dell’ambiente e che coinvolgevano il porto locale, il cui controllo per i clan era essenziale per il commercio di droga. Droga che stava “invadendo” la sua città e contro la quale aveva intrapreso una dura battaglia.

FONTE: FANPAGE.IT