Costretto a salire in auto dagli agenti, il video-denuncia di Chen diventa virale: “Questo è razzismo”

Costretto a salire in auto dagli agenti, il video-denuncia di Chen diventa virale: “Questo è razzismo”

A parlare dell’accaduto è lo stesso protagonista: “Sarei entrato in auto senza esitare se non mi fosse stata esplicitata una differenza razziale”


NAPOLI – Risale a due giorni fa un episodio accaduto nel napoletano che ha visto protagonista un ragazzo di origini cinesi ma nato e cresciuto in Italia, che ha decido di pubblicare sui suoi social un video ripreso dalle telecamere del suo esercizio commerciale. Il filmato, a sua detta, sarebbe la prova di un indecoroso atteggiamento da parte delle forze dell’ordine, in questo caso della Polizia di Frattamaggiore, che il giovane accusa di razzismo e abuso di potere.

La dinamica dei fatti

A parlare di quanto successo è lo stesso protagonista delle immagini, che in queste ore stanno facendo il giro del web. Il suo nome è Chen Chaohao. “Ieri nel tardo pomeriggio una signora ha rotto un accessorio di proposito nel mio negozio, e non voleva pagarlo. Al contempo noi non l’abbiamo costretta a pagare. La signora di sua iniziativa ha chiamato la polizia di Frattamaggiore”, esordisce Chen.

Ma, una volta giunti sul posto, comincia una discussione accesa tra il giovane e due agenti. “Dopo aver preso solo il nome della signora l’hanno rilasciata, e tutto il tempo è rimasta in macchina a guardare l’accaduto fiera di sé. A me hanno chiesto i documenti, che però non avevo con me ma a casa. Ne avevo soltanto la foto sul cellulare, ma non hanno voluto vederla dicendo che i documenti sul cellulare possono essere falsificati da parte degli stranieri. Io sono nato in Italia e cresciuto in Italia, ma mi è stato detto di dover presentare i documenti subito o di dover andare in caserma”.

A chi lo accusa di non aver rispettato la legge opponendosi a seguire gli agenti Chen risponde in modo chiaro: “Sarei entrato in auto senza esitare se non mi fosse stata esplicitata una differenza razziale. L’ ufficiale ribadiva che un italiano può girare senza documenti, mentre io no. Una persona diversamente italiana dall’aspetto non può permettersi di camminare senza documenti – continua a spiegare – allorché sono stato aggredito e costretto con la forza ad entrare in auto, neanche avessi commesso chissà quale reato. Io stavo solo difendendo i miei diritti con orgoglio. In commissariato sono stato privato del mio cellulare per controllare se avessi il registratore, erano in cinque. Dopodiché sono stato insultato in merito alla mia razza, e chiamato ‘cinese di merda’. Hanno scritto il verbale seguendo le loro ragioni ma ciò non corrisponde alla realtà”.

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Il sostegno a Chen sui social

Nelle ultime 18 ore, tempo trascorso dal momento in cui Chen ha pubblicato il video, con tanto di censure, su Instagram, sono arrivati a centinaia i commenti a sostegno del ragazzo. Tra coloro che hanno voluto esprimere solidarietà si distingue Brett Lloyd, noto autore e fotografo professionista, che ha scritto sotto il suo post: “I’m here for you, Chen” (“Sono qui per te, Chen n.d.r.).