Dall’Egitto a Napoli per trovare una cura, Retaj non ce l’ha fatta: aveva solo 8 anni

Dall’Egitto a Napoli per trovare una cura, Retaj non ce l’ha fatta: aveva solo 8 anni

Al Santobono si è cercato un modo per frenare il progressivo decadere di sistema nervoso, cuore, scheletro e muscoli causato dalla malattia


NAPOLI/EGITTO – Retaj la bimba di 8 anni ricoverata al Santobono di Napoli, non ce l’ha fatta. La piccola è morta il 9 agosto per una malattia mitocontriale rara e degenerativa, incurabile.

LA SUA STORIA

La piccola con la sua famiglia – papà Samer Khalifa e mamma Asmaa Ghourab, entrambi ristoratori – viveva in Egitto. Dal momento della scoperta del problema di salute è stata una lotta contro il tempo. I genitori hanno fatto ti tutto per salvarla, per cercare una cura. L’ipotesi era sottoporla a specifici trattamenti negli Stati Uniti per almeno tentare d’arginare i danni della patologia. Dall’Egitto a Pisa per una diagnosi, poi a Napoli all’ospedale Santobono dove si è cercato un modo per frenare il progressivo decadere di sistema nervoso, cuore, scheletro e muscoli causato da un male infame che colpisce i mitocondri e “toglie energia” alle cellule in tutto il corpo arrivando a impedire le funzioni vitali.

IL TRAGICO EPILOGO

Ma purtroppo il suo cuore non ha retto e non ce l’ha fatta. A comunicarlo è stato il papà attraverso un post sui social nel quale ha scritto: ” Per la prima volta dopo più di 8 anni pubblico una foto mia e di Retaj senza il suo sorriso.Retaj verrà sepolta oggi in Italia, ho deciso di farla rimanere qui e non in Egitto. Rimarrà nel paese che le ha permesso di vivere anche se per poco ma bene tra cure, amore ed affetto.

Nel paese dove è stata veramente amata da tutti anche da persone che non l’hanno mai conosciuta di persona.
A nome mio, la mamma di Retaj e Jasmine ringrazio tutti voi per il vostro sostegno durante la breve vita che ha avuto Retaj.
Un ringraziamento speciale a Stefania la seconda mamma di Retaj per tutto quello che ha fatto per lei in tutti questi anni fino a stamattina. Grazie ITALIA”