Elezioni, effetto Rosatellum: il 40% degli eletti in Campania non sarà campano. Chi rappresenterà il territorio?

Elezioni, effetto Rosatellum: il 40% degli eletti in Campania non sarà campano. Chi rappresenterà il territorio?

Il pericolo di una scarsa rappresentanza a Roma è evidente, chi sarà eletto con i seggi della Campania potrebbe non conoscerne le complessità e le tante problematiche


Dopo la presentazione delle liste per le elezioni del prossimo 25 settembre che dovranno ridare un governo al Paese, risulta evidente che la Campania è stata nuovamente considerata “terra di conquista” dalla maggior parte dei partiti nazionali. Tanti, infatti, i big che hanno chiesto ed ottenuto il primo posto nei listini del maggioritario, assicurandosi così una elezione sicura. A pagarne le conseguenze, però, è la politica locale.

Pochi, a conti fatti, gli esponenti regionali che occupano posizioni di rilievo nelle liste bloccate e che potranno rappresentare la Campania tra i banchi di Camera e Senato. Alla riduzione del numero dei parlamentari non è corrisposta una riforma elettorale equa, si va dunque di nuovo al voto col cosiddetto Rosatellum e i vari Renzi, Berlusconi, Di Maio, Conte, Bonino, Tajani, Franceschini, Speranza e compagnia bella si sono assicurati il loro “posto al sole” presentandosi come capilista in Campania. A conti fatti, circa il 40% dei parlamentari eletti in Campania non saranno campani: 13 o 14 parlamentari su 35.

Le eccezioni esistono ma sono rare come quelle dei giuglianesi Mariolina Castellone (senatrice uscente) candidata al Senato col M5S e Antonio Dell’Aquila, capolista al Senato con Noi Moderati

Tanti, invece, i politici campani inseriti nelle posizioni successive, che quindi dovranno sperare in un buon risultato di lista per accedere alla prossima Legislatura. Il pericolo di una scarsa rappresentanza a Roma è evidente, chi sarà eletto con i seggi della Campania potrebbe non conoscerne le complessità e le tante problematiche, potrebbe non avere alcun interesse a tutelare un territorio che vive un lungo periodo difficile per quanto riguarda la Sanità, il lavoro, l’emergenza ambientale e quella per la sicurezza, giusto per citare solo una parte dei problemi campani.

Chi se ne occuperà? Difficile pensare che al politico settentrionale eletto in Campania possano realmente stare a cuore le sorti di queste terre. In attesa dell’esito delle urne, quindi, ci si può solo auspicare una presa di coscienza da parte degli elettori che, a prescindere da quali possano essere le idee e le bandiere, affidino il proprio voto a chi può portare la loro voce tra i banchi del Parlamento.