Focus Napoli – Girona. Prima vittoria in Abruzzo, ma per Spalletti c’è ancora lavoro da fare

Focus Napoli – Girona. Prima vittoria in Abruzzo, ma per Spalletti c’è ancora lavoro da fare

Prima vittoria a Castel di Sangro per i ragazzi di Spalletti, che regolano il Girona con un 3-1 maturato nei minuti finali. Al vantaggio azzurro, autogol dell’ex, David Lopez, nel primo tempo, risponde Castillanos nel secondo tempo. Dopo la girandola di sostituzioni, il Napoli trova il vantaggio con Petagna e il gol della sicurezza con Kvaratshkelia dagli undici metri. Lieve infortunio per Politano, sostituito nel primi tempo. Ultimo appuntamento pre-stagionale, Sabato pomeriggio, contro l’Espanyol.


CASTEL DI SANGRO – Al terzo tentativo il Napoli riesce a portare a casa la prima vittoria in terra abruzzese. A farne le spese, il Girona, formazione di Liga spagnola, piegata per 3-1 al termine di una partita combattuta, che gli azzurri hanno fatto loro nella seconda parte della ripresa, grazie alle marcature di Petagna e Kvaratshkelia su rigore, che hanno fatto seguito all’autogol dell’ex, David Lopez, ed il pareggio, momentaneo, di Castellanos, sempre nella ripresa.

Primo tempo nel quale il Napoli non gioca malissimo ma non entusiasma più di tanto. Buon fraseggio palla al piede, predominio territoriale con il Girona costretto, per larghi tratti di gioco, nella propria metà campo. Ciononostante, la squadra di Spalletti riesce poche volte ad essere davvero pericoloso, in particolar modo nella prima parte di tempo quando, a supporto di Osimhe, Lozano a sinistra (al posto di Kvaratshkelia inizialmente in panchina) e Politano a destra hanno combinato davvero poco.

Una costante, in effetti, di queste prime tre uscite a Castel di Sangro è proprio quella mancanza di interazione tra i tre attaccanti, che riescono a farsi vedere solo attraverso spunti personali. Per questo, Osimhen risulta essere poco assistito, non solo dai colleghi di reparto, ma anche dal centrocampo che gioca troppo in orizzontale e poco in verticale. L’infortunio di Politano (noie al polpaccio) e la conseguente sostituizione riporta Lozano a destra ed il messicano diventa la chiave per scardinare l’attenta difesa, fino a quel momento, del Girona. Dal cross del numero 11 arriva sfortunata deviazione dell’ex-azzurro David Lopez, che procura il gol del vantaggio partenopeo.

Poco altro da segnalare se non un sinistro di Fabian e qualche altro guizzo di Lozano, in attesa di un Kvaratshkelia (entrato al posto di Politano) inizialmente svagato e sonnecchiante. Nel frattempo, in difesa si dormono sonni tranquilli grazie alla buona prestazione della coppia centrale Rrahmani-Kim e Di Lorenzo già in buona forma, più di Mario Rui, ancora non al meglio e autore di qualche (perdonabilissima) imprecisione di troppo.

Nel secondo tempo, il rientro in campo vede Kvaratshkelia più nel vivo dell’azione e propenso a fare gioco, regalando agli spettatori del Patini qualche prelibatezza tecnica ma fine a se stessa e troppo lontano dalla porta per potere far davvero male al Girona. Così come Osimhen, che sbaglia due facili occasioni, prima e dopo il pareggio di Castillanos, la prima, clamorosa, centrando il portiere spagnolo a porta praticamente spalancata su un pallone conquistato da un ottimo Anguissa; la seconda con un colpo di testa alto da posizione più che mai favorevole.

A proposito di Castillanos, il centravanti spagnolo è molto più pericoloso del suo collega Stuani e la coppia centrale azzurra, Rrahmani-Kim, a proprio agio contro la staticità dell’ex-centravanti della Reggina, incontra molte più difficoltà contro il guizzante spagnolo che, alla prima occasione favorevole, s’infila tra Rrahmani e Meret e sigla il pareggio. Un gol che mette a nudo le pecche di un apparato difensivo per cui si cerca di trovare un equilibrio stabile, dopo la partenza di Koulibaly, e per il quale occorrerà tempo trovarlo.

Come contro il Mallorca, il gol produce un contraccolpo psicologico che permette al Girona di prendere il sopravvento subito dopo aver pareggiato, sfiorando il gol del vantaggio in un paio di circostanze, tra cui il palo di Couto: un altro aspetto su cui Spalletti avrà da lavorare, ossia la fragilità caratteriale della squadra dopo aver subito un gol e l’incapacità di reagire immediatamente, uno scotto che può passare in amichevole, molto meno nella partite che contano.

Buone indicazioni, contrariamente alle precedenti apparizioni contro Adana e Mallorca, giungono dai calciatori subentrati nella ripresa, nella rivoluzione di sostituzioni che Spalletti decreta dopo il cooling-break e aver tenuto in campo gli stessi undici per tre-quarti di partita. I nuovi, su tutti Zerbin e Petagna, oltre a Kvaratshkelia, salito di rendimento nel finale di partita, hanno dato quella spinta atletica e morale necessaria a portare a casa una vittoria che rischiava di sfumare dopo il pareggio di Castellanos.

Buono l’impatto nella partita dell’ex-Frosinone che sul versante destro diventa una spina nel fianco nella stanca difesa spagnola, si propone sulla fascia e spingendosi anche centralmente assiste Petagna per il diagonale del vantaggio. Kvaratshkelia fissa poi il finale, trasformando un calcio di rigore per un discutibile fallo di mano di un difensore spagnolo su cross dello stesso giorgiano, che s’incarica personalmente della trasformazione, spiazzando il portiere e fissando il risultato sul 3-1 finale.

Dunque, un Napoli che oscilla tra buone indicazioni e qualche incertezza ancora da limare. A dieci giorni dall’inizio del campionato questa squadra è ancora tutta da scoprire anche se qualche base importante da cui ripartire c’è già, mentre alla società spetterà il compito di completare l’organico, cercando di consegnare al mister una squadra competitiva. Prossimo, ed ultimo, appuntamento, a Castel di Sangro, Sabato 6 Agosto, contro l’Espanyol, prima di lasciare il ritiro e catapultarsi nel calcio delle partite che valgono tre punti.

 

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