Secondigliano, detenuto si toglie la vita in carcere

Secondigliano, detenuto si toglie la vita in carcere

Inutili i soccorsi degli agenti e del 118


SECONDIGLIANO – Due suicidi in poche ore nelle carceri napoletane. L’ultimo a Secondigliano dove un detenuto algerino di 33 anni si è impiccato nella sua cella. Oggi al carcere si sono recati il Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, e il Garante di Napoli, Pietro Ioia che lanciano l’allarme. “Dardou Gardon, condannato per rapina, era giunto in Campania nel 2021, nel carcere di Benevento e lì è rimasto sino a mese di maggio, quando l’Amministrazione penitenziaria l’ha trasferito a Secondigliano”, spiegano.

“Già nell’Istituto di Benevento aveva tentato due volte di uccidersi, perché lontano dalla famiglia, che a suo dire viveva a Marsiglia e non vedeva dal suo ingresso in carcere. È terribile ammettere che questa era una morte annunciata. Mi chiedo come mai non sia stata fatta un’osservazione più accurata, come mai non sia mai stato portato in una articolazione psichiatrica, come mai, nonostante le richieste del suo avvocato di fiducia, non sia mai stata fatta una perizia psichiatrica”.

“Quella di Dardou è una storia di disperazione e di emarginazione. Si è trovato senza famiglia, senza nessuno su cui poter contare, senza soldi. Mai più di adesso, per i detenuti devono essere messe in campo soluzioni differenti: più chiamate a case, misure alternative per chi ha da scontare pochi mesi o anni, una più celere concessione dei giorni per la liberazione anticipata. E, ancora, accogliere le istanze di trasferimento dei detenuti negli istituti di pena da loro richiesti, anche nel rispetto del principio di territorialità della pena. Questo può essere un primo timido passo verso un reale e concreto miglioramento del sistema penitenziario”.