Simone investito e ucciso, l’agente scrive una lettera ai genitori: “Dovevo morire io”

Simone investito e ucciso, l’agente scrive una lettera ai genitori: “Dovevo morire io”

“Ho paura, so che ne avete più di me. Ho sbagliato, avrei voluto morire io, vi chiedo perdono. Mi inginocchierei ai piedi per chiedervi perdono”, ha scritto ai genitori


ROMA – Simone Sperduti, ex poliziotto accusato di omicidio stradale aggravato, resta in carcere. L’agente era stato arrestato giovedì scorso per l’incidente avvenuto in via Prenestina in cui è morto Simone Sperduti, un ragazzo romano di diciannove anni. Andrea Persi, questo il nome dell’agente ha scritto una lettera per i genitori di Simone.

“Ho paura, so che ne avete più di me. Ho sbagliato, avrei voluto morire io, vi chiedo perdono. Mi inginocchierei ai piedi per chiedervi perdono. Ho paura, so che voi ne avete più di me. Ho sbagliato, cavolo ho sbagliato. Avrei voluto morire io, dovevo morire io. Vi chiedo perdono. Niente vi ridarà più vostro figlio, ma io farò qualsiasi cosa possa aiutarvi. Vi chiedo perdono, e a Dio. Avrei dovuto morire io. Ho il cuore in pezzi, ma so che è nulla rispetto a quello che state provando voi. Odiarmi è il minimo”, ha scritto il poliziotto.

Lo scontro e avvenuto alle quattro di mercoledì mattina all’incrocio tra via Prenestina e il Raccordo. Presti era al volante nonostante la sua patente fosse scaduta dal 2018. Dopo l’udienza che si è tenuta questa mattina a piazzale Clodio il gip, accogliendo le richieste del pm Mario Palazzi, ha convalidato l’arresto e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il poliziotto, dopo l’incidente, era risultato positivo ai test di alcol e droga.