Truffa bonus facciate: lavori fantasma in 9 edifici tra Napoli, Marano, Giugliano e Quarto

Truffa bonus facciate: lavori fantasma in 9 edifici tra Napoli, Marano, Giugliano e Quarto

Il commercialista avrebbe prodotto e gestito per lavori non eseguiti o eseguiti in minima parte


NAPOLI/GIUGLIANO/QUARTO – Truffa bonus facciate a Napoli, nel mirino nove condomini: riflettori sulle attività condotte nel corso degli ultimi mesi in più punti della città da parte di un commercialista napoletano.

Il commercialista, come riportato da Il mattino, avrebbe prodotto e gestito per lavori non eseguiti o eseguiti in minima parte.  Un’ipotesi di truffa sul cosiddetto bonus facciate, su cui ora la guardia di finanza prova a fare chiarezza. Indagini ad ampio raggio e approfondite che hanno spinto tre settimane fa il gip del Tribunale di Napoli Antonino Santoro ad applicare misure cautelari personali e un sequestro di oltre 500mila euro.

L’inchiesta, condotta dal pm Henry John Woodcock, ha avuto inizio a seguito di alcune denunce fatte da alcuni residenti di Casalnuovo. I condomini si erano accorti, tramite la consultazione del proprio cassetto fiscale, di aver ceduto i crediti per il bonus facciate, a proposito della ristrutturazione dei rispettivi edifici. Eppure – secondo quanto si legge nel corso delle denunce – non sarebbe stato dato alcun mandato. Scenario che ha convinto il gip Santoro a firmare un provvedimento di arresti domicilari a carico del professionista  e di altri due indagati, che avrebbero gestito il flusso di denaro creando progetti ad hoc.  Restano delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, alla luce delle testimonianze emerse sul ruolo di amministratore di nove condomìni. In questi mesi, infatti, i finanzieri hanno raccolto le testimonianze di un condominio di via Hugo Pratt, all’interno di condomini di Parco del sole e in via Martini a Pozzuoli, di via Livio Andronico a Napoli, di via Nuovo Arbusto a Marano, in via Epitaffio a Giugliano, in via De Falco a Quarto, del condominio Via Roma 424 in via Toledo  e di un edificio in vico Latilla a Napoli.

Per gli inquirenti, non ci sono dubbi: si tratta di generazione di crediti fittizi, poi ceduti a una società, che viene bollata come società di copertura, priva di dipendenti, con costi di gestione esigui, a cui non vengono ricondotti beni mobili o immobili. E ancora: “Si tratta di soggetti scaltri, che non esitano ad abusare della buona fede dei propri clienti, facendo leva sulla conoscenza nel settore dell’edilizia”.

FONTE: IL MATTINO