Covid Italia, il bollettino di oggi: 20.503 nuovi casi e 68 morti

Covid Italia, il bollettino di oggi: 20.503 nuovi casi e 68 morti

tasso al 13,2%


ITALIA – Sono 20.503 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano 21.817. Le vittime sono 68, in calo rispetto alle 90 di ieri. I tamponi effettuati sono 155.751. Il tasso è al 13,2%, stabile rispetto al 13% di ieri.

Aumentano le persone a rischio di malattia grave: nella fascia di popolazione suscettibile (over 60 e fragili) al 31 agosto se ne contano ben 15,2 milioni senza quarta dose, oltre a 892 mila non vaccinati, 1,88 milioni senza terza dose. Lo rileva il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, commentando i dati del monitoraggio indipendente. Il vaccino attuale, secondo le evidenze scientifiche, dice, “rimane un’arma eccellente nel prevenire la malattia grave”, e fragili e over 60 “acccelerino la quarta dose senza rischiare in questi giorni, prima del prossimo arrivo dei vaccini aggiornati”.

“Dopo il ‘rimbalzo’ della scorsa settimana – dichiara Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il numero dei nuovi casi settimanali torna ad assestarsi intorno a quota 149 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 21 mila casi al giorno, documentando che da metà agosto, al di là di modeste oscillazioni, la curva è in fase di plateau”. In tutte le Regioni si registra un decremento percentuale dei nuovi casi (dal -3,2% della Basilicata al -32% della Sardegna). Rispetto alla settimana precedente, in 98 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -1,3% di Parma al -43% di Gorizia), nelle restanti 9 Province si rileva un incremento (dal +0,3% di Torino al +23,6% di Lecco). L’incidenza si attesta sotto i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province.

“Nonostante i ripetuti allarmi, Centaurus sta circolando da tre mesi senza prendere il sopravvento su Omicron 5 e l’European Centre for Disease Control and Prevention la classifica come ‘variante di interesse’ e non ‘di preoccupazione’: è in grado di eludere la risposta immunitaria, ma non ci sono evidenze di una sua maggiore trasmissibilità o gravità clinica”, rileva Cartabellotta.