Insegnante ucciso a coltellate a scuola a Melito: aveva inviato la localizzazione al suo assassino?

Insegnante ucciso a coltellate a scuola a Melito: aveva inviato la localizzazione al suo assassino?

A distanza di poche ore dalla macabra scoperta emergono ulteriori dettagli; è stata la figlia a rintracciare il padre nell’istituto


MELITO – Un insegnate assassinato nel cortile di una scuola: sembra la trama perfetta di un film giallo, eppure è la triste realtà. E’ quanto accaduto nella giornata di ieri a Melito, nell’istituto “Marino-Guarano” di via delle Magnolie, e la vittima è Marcello Toscano, 64 anni, docente ed ex consigliere di Mugnano dal 2015 al 2020. Lascia la moglie, Rosangela Iodice, anch’essa insegnante, e due figli, Ciro ed Ezia. Ebbene, a poche ore dalla macabra scoperta del cadavere, emergono nuovi dettagli sull’intricata vicenda, sulla quale stanno cercando di far luce i carabinieri.

Delitto a Melito, la ricostruzione

Il figlio della vittima si è presentato in caserma a Mugnano ieri alle ore 19.25. I carabinieri a quel punto hanno raccolto la denuncia di scomparsa, avviando immediatamente le ricerche. Intorno alle 21.00/21.30 la figlia ha individuato la macchina del padre nei pressi della scuola e ha chiamato in caserma a Mugnano. I militari della stazione locale, dunque, sono arrivati sul posto, e hanno fatto aprire i cancelli dai custodi e entrando nel perimetro. Hanno ispezionato tutti i locali, interni ed esterni. A trovare il corpo in un’aiuola i carabinieri.

La scuola si trova in un viale cieco, e per accedervi la strada è unica. In questa strada ci sono attività commerciali e diverse abitazioni presso le quali sono presenti delle telecamere. Quindi, probabilmente, saranno proprio le riprese delle telecamere a  fornire agli inquirenti informazioni sull’assassino, che dovrebbe esser stato ripreso mentre lasciava la strada.

Il professore aveva chiesto come inviare la localizzazione

Secondo le prime ricostruzioni Marcello Toscano, poco prima di essere ucciso, avrebbe chiesto nel gruppo Whatsapp con i suoi colleghi come si inviasse la localizzazione. Potrebbe quindi essere che abbia inviato la localizzazione proprio alla persona con cui doveva incontrarsi e che poi, alla fine, l’ha ucciso.

L’istituto scolastico è lo stesso dove nello scorso mese di maggio un ragazzino di 13 anni venne ferito alla schiena con un’arma da taglio mentre era in aula da un compagno di classe, e lo stesso dove due mesi prima venne aggredita, nel bagno della scuola, una bambina di 11 anni da parte di una coetanea.