La denuncia di Lilia: “Una vita di violenze da mio marito, sta cercando di ammazzarmi ed è ancora libero”

La denuncia di Lilia: “Una vita di violenze da mio marito, sta cercando di ammazzarmi ed è ancora libero”

“Mi sembra che il più delle volte si è avuta comprensione e si è favorito l’aggressore invece che la vittima. Mi chiedo perché per me non è stato attivato il codice rosso, anzi vengo derisa e fatta passare per visionaria”


La violenza contro le donne è una realtà che non può più essere ignorata e che, purtroppo, diventa sempre più preoccupante. Ad aver testato sulla sua pelle questa crudeltà è una donna di Frosinone, Lilia, che ha contattato la nostra redazione per chiedere di essere aiutata, o almeno di essere ascoltata per far emergere quanto le stia accadendo.

Lilia ha subito, e continua a subire, violenze da parte dell’ormai ex marito da oltre 19 anni. Secondo quanto ha raccontato, non è bastato il divorzio o le denunce fatte più volte ad allontanarlo, anzi, questo probabilmente non ha fatto altro che peggiorare la situazione.

“Preciso che la  “leggerezza” con cui è stata trattata la mia vicenda da parte delle istituzioni mi ha causato altri anni di violenze e maltrattamenti, sempre refertati dall’ ospedale e oggetto di procedimenti penali, quasi sempre definiti a favore dello stesso, nonostante la presenza di video, audio, foto e testimoni”, ha raccontato “In ragione di ciò non mi sono sentita mai tutelata e tuttora non lo sono, anzi devo dire che l’unico che è stato aiutato,non so da chi e perché è stato il mio ex marito, in quanto se avesse avuto una condanna pesante ed effettivamente scontata, la vita per me sarebbe stata differente”.

Lilia, nel ripercorrere gli anni di vita rovinata, ha dichiarato che la violenza dell’ex marito le abbia causato 8 protrusioni alla colonna vertebrale, 2 polsi rotti e 3 punti vicino alla tempia, oltre a diverse ferite causate da colpi al volto con scarpe antinfortunistiche. L’aggressore ha provato anche ad investirla con un furgone, ma non è tutto: Lilia si è ritrovata contro anche la famiglia dell’ex, è stata minacciata più volte e insultata, addirittura, racconta, sarebbe stata aggredita con una pala di escrementi e poi colpita con diversi calci.

La storia di Lilia è, purtroppo, una storia come tante; è di quelle che davvero mettono in brividi,  e per cui un intervento non può più tardare ad arrivare, soprattutto vista la vicinanza dell’ex marito all’abitazione della donna, a quanta influenza ha ancora su di lei e al fatto che, dopo 19 anni, Lilia senta la necessità di riprendere in mano la sua vita liberamente, senza la paura di essere aggredita e con la giustizia che merita.

È ormai passato molto tempo da quando ha deciso di lasciare il suo aggressore, chiedendo il divorzio, e ne è passato altrettanto dalla prima denuncia. La situazione per lei però non è cambiata ed è arrivata a temere per la propria vita: “Stanno cercando di ammazzarmi”, ha infatti detto mentre chiedeva disperatamente un aiuto. Senza nascondersi e con molto coraggio, testimonia quanto le accade sul suo profilo facebook, ha pubblicato alcuni video della violenza che è costretta a subire, con la speranza che qualcosa possa smuoversi, visto che, secondo quanto testimonia, fino ad ora denunciare non sia servito a molto: “Ho mandato ovunque la documentazione con gli illeciti che sono stati fatti a mio danno, ma non capisco perché nessuno possa aiutarmi”

La furia dell’ex non ha colpito solo lei ma, come accade nella maggior parte dei casi di violenza domestica, anche la figlia della coppia, minorenne quando ha iniziato a vivere quest’incubo. Per lei, per sua figlia, Lilia chiede una mano, un supporto, sicurezza: “Mia figlia ha avuto diversi giorni di prognosi per un’aggressione da parte del padre, è stato chiuso tutto, non hanno voluto ascoltarmi, il fascicolo è stato chiuso”. 

“Mi sembra che il più delle volte si è avuta comprensione e si è favorito l’aggressore invece che la vittima. Mi chiedo perché per me non è stato attivato il codice rosso, nessuno si è messo nei miei panni, anzi vengo derisa e fatta passare per visionaria anche in presenza di prove. Ultimamente sono anche oggetto da parte di ignoti di dispetti che potrebbero avere conseguenze nefaste sia per me che per terze persone: trovo le ruote del mio veicolo sgonfie,i bulloni delle ruote tolti, alcune piante bruciate, la porta di casa forzata.”  – ha dichiarato ancora – “Si colpevolizzano le donne quando a fronte degli abusi subiti non presentano denuncia, ma poi una volta fatta, si viene lasciate sole. In alcuni casi c’è tanto clamore mediatico, finito questo si ritorna da sole, ed anzi, spesso si ottiene l’effetto contrario in quanto il nostro  “carnefice” si incattivisce e compie gesti più deleteri, nell’indifferenza delle istituzioni”.