Lavinia morta a 7 anni, il papà: “Soccorsi troppo lenti, mia figlia si poteva salvare”

Lavinia morta a 7 anni, il papà: “Soccorsi troppo lenti, mia figlia si poteva salvare”

“L’ho tenuta in braccio, impotente, fino all’arrivo dell’ambulanza”, ha detto il papà


GERMANIA/NAPOLI – Si celebreranno sabato i funerali della piccola Lavinia Trematerra, morta a 7 anni, mentre era in vacanza con i genitori, schiacciata da una statua.  Il tragico incidente è avvenuto in Germania, una enorme statua le è finita addosso staccandosi dalla base, a Monaco di Baviera, nel giardino dell’hotel. Il papà della bambina, intervistato dal quotidiano Il Mattino, è ancora furioso per quello che è successo, oltre che sconvolto: quella statua, dice, “pesava un centinaio di chili. Per liberare mia figlia sono servite tre persone”.

Nel pomeriggio di domani la salma della piccola dovrebbe tornare a Napoli, mentre sabato a mezzogiorno ci saranno i funerali.

LE DICHIARAZIONI DEL PADRE

“Non c’era neanche un cartello per avvertire di non avvicinarsi troppo indicando una situazione di pericolo. La statua era lì, senza alcuna protezione, nel bel mezzo di un giardino frequentato da tutti gli ospiti dell’hotel. Lo sguardo di mia figlia, che mi chiedeva aiuto, non lo dimenticherò mai più. L’ho tenuta in braccio, impotente, fino all’arrivo dell’ambulanza”, ha raccontato il papà.

L’INTERVENTO DEI SOCCORSI

Riguardo ai soccorsi, l’uomo ha puntato il dito sul tempismo: “Sono arrivati nel giro di una decina di minuti. Sì, hanno fatto presto: il tempo però l’hanno perso dopo”, spiega. “Mi spiego meglio: è vero che l’ambulanza è arrivata in una manciata di minuti, ma poi – con Lavinia a bordo – è rimasta ferma almeno mezz’ora davanti all’albergo prima, finalmente, di partire”. “Mi hanno spiegato che aspettavano indicazioni su dove portarla, quale fosse un pronto soccorso disponibile e ci sono voluti trenta minuti prima che la centrale operativa di Monaco di Baviera desse indicazioni sul da farsi. Da noi funziona che se chiami il 118, il paziente in codice rosso viene trasportato nell’ospedale più vicino senza perdere neanche un minuto”. Il pensiero che perseguita il papà della bimba è che se non si fosse persa quella mezz’ora, magari si poteva salvare la sua vita. Quanto alla statua, sono già in corso le indagini con le perizie che dovranno capire le ragioni per cui si è staccata dalla base franando addosso a Lavinia. “I tempi mi hanno già anticipato che saranno lunghi, prima di tre o quattro mesi credo che non sapremo nulla e nè avremo i referti”, spiega il papà, che non riesce a farsene una ragione: “Ero lì, a pochi metri da lei. L’ho sentita gridare, urla soffocate, l’ho raggiunta in un attimo ma è stato tutto inutile. Per la mia bambina non c’era più niente da fare”.