A Napoli in 26mila per un posto in Asia. Castellone: “Quindi al Sud vogliono stare sul divano o lavorare dignitosamente?”

A Napoli in 26mila per un posto in Asia. Castellone: “Quindi al Sud vogliono stare sul divano o lavorare dignitosamente?”

Tantissimi candidati per soli 500 posti da netturbino. Basta la licenza media ma ci sono 10mila diplomati e 1200 laureati


Nella Napoli capitale del Sud – i cui giovani quasi quasi si accontenterebbero della paghetta di Stato pur di non lavorare c’è chi ieri ha preso una metro, lo scooter o l’auto per ottenere uno dei 500 posti da operatore ecologico aperti da Asia, l’Azienda che si occupa della racconta rifiuti nel capoluogo campano. Tra loro anche 1200 laureati, nonostante per il bando bastasse la sola licenza media.

Tutti per per andare a tentare la carta del «posto fisso». Ma non con lo spirito del personaggio di Checco Zalone, bensì con lo sguardo rassegnato di Giorgio, l’architetto disoccupato in “Così parlò Bellavista”: 26.114 candidati, 1.232 dei quali laureati per 500 posti da netturbino. Andate a dirlo a loro, che sono quelli che si accontentano della “paghetta di Stato”.

Sulla questione pone l’accento anche la senatrice Mariolina Castellone, capogruppo del M5S a Palazzo Madama e candidata al Senato nel collegio Campania 01, a difesa di quel reddito di cittadinanza che sostiene anche le persone formate che un lavoro dignitoso non lo trovano, oltre ai 50enni esclusi dal mondo del lavoro e impossibilitati a rientrarci (c’è una buona percentuale anche di questi tra i candidati al concorso):

In 26mila, per 500 posti, al concorso per operatore ecologico a Napoli: in corsa 10mila diplomati e 1200 laureati. Quindi, come funziona? Al Sud vogliono stare sul divano con il reddito di cittadinanza o chiedono legittimamente di lavorare con dignità?, domanda sarcasticamente la senatrice.

In effetti, se c’è qualcosa che possa dimostrare che i giovani del Sud la voglia di lavorare ce l’hanno ma pretendono giustamente un lavoro serio, retribuito e con tutti i diritti, la risposta è proprio nei numeri di questo concorso. Niente divano e TV con la card del reddito di cittadinanza in tasca ma fatica e sacrificio per un lavoro che possa definirsi tale. E’ questo che i disoccupati chiedono ed è questo di cui dovrebbe occuparsi, primariamente, chi siederà a breve nei banchi del Parlamento.