Napoli, omicidio, detenzione e porto illegale di armi: arrestato 29enne membro del Clan

Napoli, omicidio, detenzione e porto illegale di armi: arrestato 29enne membro del Clan

Ad essere ucciso fu Luigi Galletta, freddato all’interno dell’officina meccanica dove svolgeva l’attività lavorativa per non aver fornito informazioni “utili” alla camorra


NAPOLI – Per delega del Procuratore della Repubblica distrettuale f.f. di Napoli, si comunica che nella mattinata odierna, la Squadra Mobile della Questura di Napoli ha eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione
Distrettuale Antimafia, nei confronti di CONTINI Ciro (a sinistra nella foto) in quanto gravemente indiziato dei delitti di omicidio, detenzione e porto illegale di armi.

Le indagini svolte dalla Polizia di Stato, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Napoli, hanno documentato la violenta contrapposizione tra il clan SIBILLO ed il clan BUONERBA/MAZZARELLA finalizzata ad acquisire la supremazia ed il controllo degli affari illeciti sul territorio urbano di Forcella, della Maddalena, di via dei Tribunali e, più in generale, sull’area dei I Decumani.

L’ordinanza cautelare in questione cristallizza, in particolare, le dinamiche associative che hanno condotto, dapprima, alla violenta aggressione del giovane incensurato GALLETTA Luigi (a destra in foto) e, dopo appena tre giorni, al suo omicidio, avvenuto il 31 luglio 2015, all’interno dell’officina meccanica dove svolgeva l’attività lavorativa.

Infatti, secondo la ricostruzione del G.I.P., operata soprattutto attraverso l’esame delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle risultanze di natura intercettiva, l’agguato omicidiario ai danni di GALLETTA è da collocarsi nel contesto del conflitto in atto tra il clan SIBILLO, nella sua nuova composizione apicale, ed il clan
BUONERBA/MAZZARELLA.

Alla luce di tali evidenze probatorie, infatti, è stato acclarato che ad originare l’efferato delitto, commesso da esponenti del clan SIBILLO, è stato il semplice rifiuto della vittima, motivato dalla sua totale estraneità al contesto camorristico, di fornire elementi utili al rintraccio del cugino, CRISCUOLO Luigi, schieratosi con il gruppo
antagonista dei BUONERBA/MAZZARELLA.

In merito, va ricordato che per tale omicidio è stato già condannato l’esecutore materiale NAPOLETANO Antonio,
minorenne all’epoca del fatto.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.